Perché i tuoi commenti sul Web non contano un cazzo

Non lamentarti se quello che scrivi sul Web conta come una scoreggia nell’uragano. La colpa è solo tua. Alcune considerazioni per un Internet migliore.

Il Web ha dato modo a tutti di esprimersi, nel bene o nel male. Oggi mi soffermo sulla seconda opzione nella speranza che ti fermi un attimo a riflettere prima di tornare a scrivere. Ti sei mai chiesto come mai quello che scrivi non ha alcun peso ma, al contrario, non fa che alimentare polveroni del tutto privi di senso dei quali poter fare a meno?

Internet è pieno zeppo di utenti che ogni giorno riversano quantitativi di frustrazione incalcolabili, sembra che siano buoni soltanto a lamentarsi, criticare, parlare male di tutto e tutti, comodamente celati dietro un avatar e il (si fa per dire) totale anonimato. Questo risponde in parte al perché tu non venga preso sul serio e a nessuno, di fatto, freghi nulla di quello che pensi, di quello che hai da dire.

Al tuo artista preferito non importa nulla di leggere quello che scrivi perché si tratta di una perdita di tempo. E il primo che perde tempo sei tu che scrivi, perché scrivi quello che scrivi, come lo scrivi.

La prima vera domanda è: tu, chi sei? Voglio dire, non hai mai fatto nulla che ti qualifichi, che dimostri anche solo una parziale conoscenza del contesto e del tema trattato. Perlomeno questo si evince dal tuo modo di scrivere. Il tuo amico che ha solo la terza media riesce ad esprimersi molto meglio. Così dovresti già intuire che qualcosa non va ma andiamo avanti.

La chiave è: creare valore

Chi sei, o meglio, cosa sei? Sei un avatar, sei solo una misera identità digitale del tutto priva di volto e con un nome di fantasia (a volte, lo riconosco, davvero molta fantasia – Ahahah). E sei lì che scrivi la prima cosa che ti passa per la testa, senza filtri, senza pesare le parole, senza esprimere un concetto (che sia uno) di senso compiuto.

Il più delle volte vomiti frustrazione e nulla più, sputi veleno, invidia perché dentro di te riconosci che chi hai davanti si è dato da fare, si è messo in gioco e, a differenza tua, qualche risultato è riuscito ad ottenerlo.

La variante diametralmente opposta ha un peso comunque irrisorio: bomba, mina, tutti a casa, primo commento. Non ci metti nulla di tuo in quello che scrivi, non ci metti nemmeno la faccia, non ti prendi alcuna responsabilità di quello che scrivi, perché io che leggo dovrei darti credito? Perché dovrei ritenere il tuo un commento valido, un pensiero su cui riflettere, di cui fare tesoro?

Da leggere: Come smettere di fare rap (e vivere lo stesso felici)

Fabri Fibra parla di commenti sul Web in Dietrologia

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Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna (?)

Attenzione: detto così sembra che per avanzare una critica bisogna aver prima ricoperto chissà quale ruolo o aver fatto un percorso pressoché identico. Niente di più sbagliato. Per criticare un rapper artista non è necessario essere rapper. Molti sostengono che i critici musicali siano artisti non realizzati che sfogano tutto a suon di critiche e recensioni volte solo a stroncare chi hanno di fronte. Fatico a crederlo, perlomeno nella maggior parte dei casi.

Non è quindi indispensabile che io abbia studiato ingegneria per incriminare al mio meccanico che qualcosa non va nella mia povero Punto dopo tre volte che ci ha messo mano 🙂

La maggior parte delle volte quando qualcuno, nello specifico un artista (o presunto tale), punta il dito verso chi davvero muove una critica e argomenta una recensione non positiva, lo fa semplicemente perché non sa incassare il colpo. Altrimenti qualcosa si muove, si anima la discussione, replichi a quanto ti viene detto ed ecco che si approfondiscono tutti gli aspetti in gioco.

La famosa critica costruttiva

Certo, se posti commenti del tutto sgrammaticati dove non dici nulla di nulla e si fa una fatica enorme a capirti è chiaro che nessuno ti prenderà mai sul serio. La critica serve, la critica non ha quella accezione negativa che sembra essersi diffusa ormai da un po’. Se ti critico non è perché mi stai antipatico o non ti sopporto così, per partito preso. Niente di più sbagliato.

Come puoi allora avanzare una critica costruttiva? Come puoi far sì che quello che scrivi, i tuoi commenti, i tuoi post, vengano presi sul serio o quantomeno considerati?

Mettici la faccia, nome e cognome. Noi su Boh Magazine facciamo così. Chiunque voglia creare contenuti per il nostro sito deve prendersi carico di quanto scrive proprio mettendoci la faccia, evitando soprannomi, pseudonimi e via dicendo. E lasciando all’utente la possibilità di commentare in libertà e contattare direttamente l’autore del pezzo. Questo contribuisce a dare maggiore serietà, qualità all’articolo e, con il tempo, autorevolezza a chi scrive. Fai lo stesso anche tu.

Conclusioni

Argomenta il tuo pensiero con ragioni solide, tangibili, verificabili. Esprimiti in italiano, quello corretto, pondera bene ogni parola che scrivi. Impara a gestire poi le repliche al tuo punto di vista, investi tempo per cercare di capire bene il contesto, il motivo che sta alla base di certe scelte, non azzardare giudizi, non essere irruento e precipitoso. Ragiona.

Cerca davvero di dare il tuo contributo, metterti in gioco, condividere il tuo pensiero nel modo migliore, condividere le tue esperienze e far capire a chi poi legge quello che scrivi perché sei arrivato a determinate conclusioni.

Crea valore, alimenta le discussioni in modo sano, positivo, propositivo. Altrimenti è soltanto una colossale perdita di tempo da dare in pasto a siti di dubbio rilievo che coglieranno la palla al balzo per prendersi gioco di te. Al contrario, investi il tuo tempo per muovere critiche importanti a quell’artista che magari non ti ha convinto, cercando di fargli capire che cosa, nello specifico, non ti piace, non ti convince, specie se si tratta magari di rapper e beatmaker emergenti.

Per un Internet migliore.

Nano sardo col vizio di scrivere. Padre di Boh Magazine, fondatore di Beat Torrent, vecchio brontolone. Lavoro come WordPress Developer e mi occupo di scrittura online. Rimo da quando si spammava su MySpace.