Ernia e la lezione di Gemelli

Gemelli è l'atteso nuovo disco di Ernia: avrà rispettato le aspettative?

Una volta qualcuno diceva Guerra e Pace dentro noi, non c’è buio senza luce. Il buio e la luce sono le due anime di Gemelli, il nuovo disco ufficiale con il quale Ernia esalta ed evidenzia un binomio complementare e contrastante, insito nella personalità di ognuno di noi.

la mia recensione di Gemelli, il nuovo disco di Ernia

Dove ci porterà questo viaggio interiore? Mettetevi comodi, stiamo per partire.

Prima di iniziare: Chi è Ernia?

Gemello Buono

Il mondo ci chiede sempre di presentarci col sorriso e far vedere la nostra parte migliore, anche quando ci stiamo sgretolando come terracotta o sciogliendo come neve al sole. Il nostro lato più bello è anche quello, inesorabilmente, più debole.

Il gemello buono è la parte vulnerabile, quella alla quale viene strappato il cuore in ogni situazione e che ha capito troppo presto il significato della parola sofferenza perché ha già sguazzato nel fango dell’oscurità. Questa parte rischia sempre di essere un corpo a sé stante, incapace di comprendere a pieno il mondo circostante, ritrovandosi Fuoriluogo in ogni contesto.

Il lato A di Ernia, entrando nel gergo musicale, è un concentrato di sentimenti non corrisposti, simboli perfetti per descrivere situazioni soffocanti, quasi come un corpo inerme che continua a sprofondare in un baratro senza fine, che non presenta appigli o aiuti esterni per risalire.

Il gemello buono ha però un aspetto da non sottovalutare, perché anche se Morto Dentro riesce ad accendere una fiamma di speranza, dapprima molto flebile ma via via sempre più accecante, capace di sprigionare un bagliore talmente forte da allontanare ogni tenebra per tornare, finalmente, Vivo.

Potrebbe interessarti: I migliori liricisti italiani

Gemello Cattivo

Non serve di certo scomodare Darwin per capire che la vita è un continuo banco di prova che determina una selezione naturale coatta e crudele, per cui o ti adatti e ti evolvi o sei inevitabilmente destinato a essere soppresso.

Ritornare in vita dopo che ti hanno sparato in faccia porta a sviluppare gli aspetti caratteriali più reconditi, nascosti e sigillati in stanze delle quali non si era nemmeno a conoscenza. Ciò porta a sviluppare un lato di sé stessi inedito e belligerante, che si vuole rivalere nei confronti della vita, come si evince ad esempio da Non me ne frega un cazzo o U2, brani nei quali Ernia ritorna a indossare la vesti del Duca di Milano che spadroneggia liricamente e senza rispetto sulla wave attuale, rimarcando l’essere di categoria superiore.

Il Lato B si sviluppa quindi con l’esperienza quando cambia l’approccio al mondo, attraverso una mutazione necessaria dettata dall’adattamento ai colpi della vita e agli sgambetti ricevuti, sospinti dal desiderio di mandare al tappeto chi ti vuole male.

Potrebbe interessarti: 68 di Ernia, un po’ De Andrè, un po’ West Coast, un po’ indie

Gemelli Diversi

Il buono e il cattivo sono inevitabilmente due lati della stessa medaglia, così distanti e divergenti tra loro da apparire apparentemente su due binari paralleli, ma in realtà con talmente tante comunanze da essere indissolubilmente legati da un destino analogo.

Ernia ha l’abilità di mettere a nudo queste due anime, e lo fa con classe e con stile, ma anche con una sincerità dannata che rende il progetto pregno di significato. Gemelli è la consapevolezza di chi ha vissuto 1000 vite a 26 anni, di chi ha sorriso col sole e danzato col cattivo tempo, di chi ha attraversato il buio e ne è uscito vincitore con l’autorevolezza di chi è ora in grado di plasmare anche l’ombra.

Collaborazioni

Non staremo più a sottolineare come Ernia sia una delle penne indiscutibilmente più vivaci ed erudite del rap game, questo è un dato fattuale che non ha più bisogno di ulteriori declinazioni. Chiaro che, per collimare con un calamo così forbito, fosse necessario inserire degli artisti che avessero mantenuto alto il livello.

Una menzione più che speciale va al brano Puro Sinaloa: 13 anni dopo, una generazione dopo, i fantastici 4 Ernia, Tedua, Rkomi e Lazza ci regalano un tributo gigantesco a Puro Bogotà dei Club Dogo featuring Marracash e Vincenzo da Via Anfossi. Sulla produzione di un maestro come Don Joe, i ragazzi ci fanno ripercorrere anni indimenticabili traslandoli al momento attuale, regalando brividi veri sotto pelle a chi ai tempi era un adolescente Dogofiero.

Nel disco troviamo anche Fabri Fibra, che regala una buona strofa che si avvicina finalmente alla sua migliore condizione, così come una superba Madame, giovane fuoriclasse che incanta e canta come Dio comanda. Luché ci regala un’interessantissima strofa, in un pezzo da Odi et Amo in visione catulliana che, maliziosamente, potrebbe essere visto come rivolto ad artisti che hanno preso, dopo tante vicissitudini, strade diverse dopo partenze comuni. Infine Shiva presenzia al disco con un ritornello difficoltoso e slegato dal brano, disallineato rispetto alle strofe, probabilmente concepito repentinamente e all’ultimo momento, a disco ormai fatto e finito.

Il disco scorre divinamente anche a livello di strumentali, in primis grazie a Marz e Zef che curano buona parte delle produzioni e che potrebbero anche pensare a fare un producer album assieme…

Oltre a Don Joe già citato nel bellissimo back in the days, Gemelli presenta anche i tag del farfastrello Sick Luke e della coppia campana D-Ross & Startuffo, preziosi contributi per la perfetta messa in piedi del suono dell’album.

Potrebbe interessarti: C’è bisogno di un nuovo disco dei Club Dogo
Butta un occhio anche a: L’importanza sempre più riconosciuta del beatmaker

Professore di Professione

Gemelli è come un manoscritto sul quale sono segnate tantissime lezioni di vita, la cui stesura è stata realizzata da un Ernia nel pieno della sua maturità umana prima ancora che artistica.

Ogni esperienza, anche quella che ha lasciato i solchi più profondi, viene razionalizzata e compresa, ponendo il giovane artista milanese alla stregua di un professore che insegna al proprio pubblico, concedendo se stesso e le sue emozioni alla pubblica piazza, entrando in una dimensione ancora più intima con i propri ascoltatori.

Ogni traccia è densa di contenuto e parole piene, sia che si tratti di un salto intimista in una storia finita o un concentrato di autocelebrazione e gomiti sul tavolo al buffet del rap italiano. Gemelli è un disco puro a livello esperienziale, corroborato dal vissuto e avvalorato dal liricismo di uno dei migliori rapper italiani in circolazione.

L’insegnamento più profondo è che ognuno di noi deve imparare a convivere con il binomio interiore dei Gemelli, riuscendo a capire quando manifestare una parte mettendo a tacere l’altra, e viceversa.

Una parte non vive senza l’altra, ma è necessario bilanciarle, perché soltanto in questo modo si riesce a effettuare quel passaggio da ragazzo a uomo. Ernia compie magistralmente questo passo con in spalla il proprio bagaglio di esperienze e di precetti, facendoci comprendere al meglio come, seppur tra alti e bassi, siamo sempre noi a decidere le nostri sorti e a tenere in mano il filo dell’equilibrio della vita.

Volevo essere un rapper, poi ho scoperto che mi viene meglio fare altro, tipo mangiare.

Boh Magazine presenta Factory