FSK, il calvario di “Padre Figlio e Spirito”

"Padre Figlio e Spirito" è il nuovo album targato FSK: resurrezione musicale o Golgota senza ritorno?

Padre Figlio e Spirito è la croce che ognuno di noi sta portando, o quanto meno la croce di chi ha ascoltato attentamente il nuovo album targato FSK. Mai cammino verso il Golgota fu più duro e, se Cristo è resuscitato dopo tutta ‘sta sofferenza, io non mi sono ancora ripreso del tutto!

la mia descrizione di "Padre Figlio e Spirito", il nuovo album della FSK

Cosa mai avranno combinato, quindi, Chiello, Taxi B e Sapobully (e Greg Willen)? Saranno ascesi al cielo a nuove vesti o avranno mantenuto i loro comodi pantaloni abbassati fino alle caviglie continuando a far vedere la scritta sulle mutande?

Prima di iniziare: Cos’è la FSK?

Il padre: Sapobully

Da questo momento ragionerò associando i sostantivi presenti nel titolo del disco al membro FSK che dal mio punto di vista più si avvicina a quel concetto. Sapobully potrebbe essere ad esempio il padre. Di che cosa? Forse della trap? Impossibile, lì abbiamo già Sfera Ebbasta che domina incontrastato da anni.

Sicuramente Sapo si avvicina molto agli ideali trap decantati soprattutto negli States, ma visto che qui non c’è nessun Bruce Springsteen a cantare Born in the U.S.A., sarebbe il caso di posare lo sciroppo e tornare un attimo con i piedi per terra.

A me dispiace essere così lapidario, non vorrei, ma qualcuno dovrà pur farlo ‘sto mestiere. Sapobully dimostra esattamente quello che è, ovvero una retta parallela con il mondo del rap, delle rime, del talento, di qualsivoglia forma di abilità musicale. Poteva essere il disco in cui avrebbe potuto dimostrare qualcosa oltre alla brillantezza delle chain, ma a quanto pare la lean ha avuto, di nuovo, la meglio.

Padre quindi, ma spero non dei vostri figli cavolo, già il mondo è difficile. Padre della trap probabilmente neanche, perchè non basta scimmiottare quattro parole in inglese per essere Fredo Santana, esempio in Don’t touch my stick. Se volete un tutorial su come non rappare, sapete quindi quale artista seguire.

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Il Figlio: Taxi B

Ora che ho tolto il dente del giudizio, concentriamoci sulla figura di Taxi B, giovane urlatore di provincia che però ha dalla sua delle skills sicuramente importanti. Il disco non va alla deriva come quel tizio che si è addormentato sul gonfiabile nello Stretto di Messina soprattutto per merito suo (e di Greg Willen, sul quale torneremo dopo).

Pur continuando sempre sulla falsariga degli schiamazzi, Taxi riesce comunque a distinguersi, sicuramente più del variopinto amico di cui sopra. Una spanna sopra quando la FSK si presenta al completo, il vero Asso di Bastoni, pur non proponendo nulla di nuovo al repertorio, ma quanto meno dimostra che nella sua vita ha preso in mano un vocabolario per imparare qualche nuovo termine.

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Lo Spirito: Chiello

Forse la vera nota dolente, perché da uno con la poliedricità di Chiello, dopo averci fatto viaggiare in mari di tristezza con Acqua Salata e averci fatto vibrare con emozioni vivide in Quando tu mi baci…, fa davvero male vederlo sprecarsi su pezzi da senza infamia e senza lode come Lean nel Lean, come chi potrebbe diventare un fenomeno nel suo sport ma si annoia.

Chiello assurge a spirito nel senso che il suo apporto è al limite dell’aleatorietà, rimanendo soffuso come una luce di un abat-jour che fa fatica ad accendersi, limitando il suo incredibile potenziale per stare dietro a un contesto FSK dal quale potrebbe, musicalmente, distanziarsi per fare belle cose.

Crema di Buccia, l’ultimo singolo solista, sembra un così lontano miraggio, ponendolo quindi allo stesso livello di una Ferrari che va alla velocità di un Pandino in salita. Save the soldier Chiello!

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Ponzio Pilato: Greg Willen

Sappiamo cosa state pensando piccoli bastardelli, non c’è nessun gioco di parole “Pilato/Pelato”, il paragone al politico romano non è stato attuato per evidenziare la scintillante testa del producer torinese.

L’affiancamento sta nel noto concetto del lavarsene le mani: Greg Willen regala strumentali a caso, delle perle ai porci, produzioni che vengono letteralmente sprecate come se niente fosse. La scelta era tra fare un discone o puntare tutto su Sapobully. Ha scelto la seconda opzione e si è girato dall’altra parte, in modo così semplice.

Un talento le cui magie passano dunque in secondo piano, come se il Fenomeno Ronaldo avesse fatto i suoi doppi passi in allenamento e il resto del tempo fosse rimasto relegato in panchina. La prossima volta Greg, forse, conviene dormire!

Crocifissione meritata

Amici, sappiamo che starete già gridando allo scandalo dall’inizio di questo articolo, ma la conclusione fin troppo ovvia è la seguente: Padre Figlio e Spirito è un disco brutto, che mantiene inalterato l’attuale livello della trap italiana, ormai ai minimi storici. Non esiste innovazione, salviamo soltanto Top Gun nel marasma generale di pezzi messi lì a riempitivo di un barattolo dove le idee hanno già cominciato a scarseggiare.

Dal Sud Italia con furore, l’FSK ha preso con i denti quello che oggi ha, ma questo non basta più. Perché se all’inizio punti sull’effetto novità e spacchi, poi devi mantenere, e i giorni di Ansia No sono ormai un flebile ricordo, sepolto sotto strati di testi inutili e insulsi.

La trap italiana e la discesa agli inferi

Ai grossi livelli, almeno in Italia, la trap perde continuità e sta morendo. Veniamo da un anno dove la Dark Polo Gang con Dark Boys Club ha fatto un compitino scolastico e nel quale l’FSK si accoda al mare di mediocrità in cui sguazziamo, grazie anche una mandria di pippe atomiche che continuano a infestare la scena. E non c’è nessun Chief Keef che può salvare il tuo disco se hai lo stesso talento di Ilyas Maluma!

In questo decadentismo osceno, in questo baratro interminabile, in questa oscurità profonda, abbiamo bisogno di qualcuno che rimetta le cose a posto. Sarà il nuovo disco di Sfera? Sarà qualche nuovo rookie pronto a mangiarsi la scena? Non possiamo certo saperlo a priori, ma l’importante è che la trap smetta di sprofondare al centro della Terra senza controllo, schiantandosi come Lucifero durante la sua cacciata dal Paradiso.

Speriamo bene e attendiamo quindi nuovi fasti, nel frattempo preghiamo. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, ma non della FSK.

Volevo essere un rapper, poi ho scoperto che mi viene meglio fare altro, tipo mangiare.

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