Security ha iniziato a correre!

Abbiamo posto qualche domanda a uno dei prospetti più interessanti dell'attuale scena rap romana.

Il giovane rapper romano Security è ormai in rampa di lancio, l’ultimo singolo con Joe Scacchi, Vizio, è soltanto l’ultima prova.

Mattia Giannini nasce a Roma nel 2002 e deve il suo nome d’arte a Kaneki degli Psicologi quando, a 12 anni, gli viene chiesto di fare la sicurezza a un concerto. Dopo aver esordito con i primi pezzi sulla piattaforma SoundCloud, sembra ormai pronto a compiere il grande salto.

Gli abbiamo quindi posto qualche domanda. Cosa ci ha detto? Scoprilo continuando a leggere!

Presentiamo Security ai lettori: chi sei e quando hai cominciato a vedere il rap in modo serio?

Mattia mi presento, sono un pischello cresciuto nella periferia est di Roma. È stato sempre un posto un po’ deserto il mio vicinato (non c’è un cazzo a parte il blocco dei palazzi, zero svaghi) e gli unici pischelli che sono riuscito a beccare e tenermi amici sono Francesco e Alessio (Gengar e Lil Kaneki degli Psicologi). Con loro mi sono avvicinato al rap, ascoltavamo soprattutto il Truceklan davero come l’Ave Maria, ma anche Fibra e i Co’Sang.

Mi ha sempre ispirato uno stile più underground, ma mi piace la trap, quando in Italia è arrivata già volavamo e stavo in fissa con la roba americana zozza tipo Chief Keef, Young Thug, Future.
Il fatto di mettersi a rappare con Kaneki è venuto spontaneo, mentre Gengar imparava a produrre, anche se agli inizi non avevamo grandi argomenti, a 12/13 anni pensi solo a divertirti, così come era uno svago fare freestyle sui primi beat di Gengar, nella sua cameretta, dove ho passato i momenti più belli della mia vita.

Il rap era la cosa più bella che ci poteva capitare, ci faceva dimenticare quello che accadeva intorno a noi, non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso di farlo serio, ma è stato un processo che mi sono portato dietro per tutta l’adolescenza.
Ovvio, c’è stato un momento in cui mi sono reso conto di essere abbastanza maturo per mostrarmi totalmente al pubblico, eppure l’allenamento non è finito lì. Io sto crescendo, i miei pensieri cambiano e così si evolve anche la mia percezione e il modo di dire le cose.
Sicurezza di oggi non sarà mai uguale a Sicurezza del 2030.

Vizio è l’ultimo singolo in ordine d’uscita che vede la collaborazione tra te e Joe Scacchi. Come è nata l’idea di questa collaborazione e cosa vi unisce artisticamente?

Ho conosciuto Joe a Trastevere grazie a Bebbo (Ugo Borghetti, ndr) e si è creata subito sintonia.
Apprezzavo già il Wing Klan perciò è stato un grande piacere per me conoscerli prima ancora di collaborarci.
NikeNinja era un amico in comune e dopo svariate serate a Trastevere a sbragasse, si è creato il pretesto per registrare insieme. Doveva uscire una roba cruda che facesse muovere e Gengar e Nike l’hanno presa piena.
L’abbiamo chiusa di getto, proprio sputata sul beat e il risultato è piaciuto a tutti. Questa è una delle volte in cui sono veramente contento della roba che è uscita al 100%.

Qual è il vizio al quale Security non riesce a rinunciare?

Il vizio di correre…

Colpo è il tuo EP di recente uscita con il quale ti sei messo in mostra. Contento del riscontro che ha avuto?

Bene o male per il momento in cui l’ho pubblicato ha superato anche le mie aspettative, e sono sicuro che chi voleva cogliere ha colto il viaggio mio e del Gengarino. È solo l’inizio!

Nel tuo progetto quello che si nota è la consapevolezza con la quale stai sulla strumentale e il modo efficace e diretto che utilizzi per esprimere i concetti. Da cosa deriva, inevitabile gioco di parole, questa sicurezza?

Deriva da quello che sono io, sono sempre stato realista e schietto. Non mi interessa tanto fare giri di parole: la realtà è così, sbattuta in faccia, cruda. L’importante è impiegare se stessi totalmente.

Quanto è importante nella tua musica l’apporto del tuo producer Gengar? Come viene costruito un brano insieme?

Gengar è una delle poche persone che mi porto dietro da tempo. L’ho visto migliorarsi giorno dopo giorno e così anche lui.
Il fatto di essere cresciuti insieme come fratelli ci ha portato a capirci in un attimo. Ogni volta che a lui viene un’ispirazione e attacca a produrre quasi sempre sono li, è un processo che ci vede dentro insieme, in sintonia. Lui produce, io scrivo, e intanto ci diamo consigli a vicenda.

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Quali sono i brani che senti più rappresentativi del suo stile e della tua personalità?

Per ora Via d’uscita, Sicuro e Retta.

Quando registri una traccia qual è il motore che ti spinge? Dove vuole arrivare Security?

Varie cose mi spingono a registrare: il semplice desiderio di divertirmi e far divertire i miei, di sfogarmi, di mettermi in gioco, di condividere pensieri e, perché no, la possibilità di potermi levare sfizi che non potevo, di usci a panza piena dal nulla in cui siamo cresciuti.
Voglio portare in alto i nostri nomi proprio come immaginavamo anni fa in cameretta da Gengar e ora che stiamo in corsa è vietato lascià il piede dall’acceleratore.
Voglio che la roba nostra diventi culto e fonte per noi di soddisfazioni vere, senza che diventi soltanto il fenomeno del momento. Basta solo stare coscienti e al ciocco sempre, ma mai abbandonare la spensieratezza.

Progetti per il futuro. Puoi darci qualche dritta?

Il mood ora è sperimentare. Voglio vedere a che punto posso arrivare e reccare più roba possibile!

Volevo essere un rapper, poi ho scoperto che mi viene meglio fare altro, tipo mangiare.