Sfera Ebbasta e il paradosso di essere Famoso

Sfera Ebbasta pubblica "Famoso", nuovo album con il quale ambisce a suonare fresco e internazionale. Ha le carte in regola per farlo?

Dopo due interminabili anni, l’unica esclamazione possibile è “Finalmente!”. La lunga attesa per il nuovo progetto di Sfera Ebbasta è giunta al termine e, con l’album dal titolo Famoso, l’artista di Cinisello Balsamo è pronto a caricarsi il mondo sulle spalle come Atlante.

la mia recensione di famoso, il nuovo album di Sfera Ebbasta

(Foto di Haris Nukem)

È riuscito in questa impresa titanica o Famoso è soltanto fumo e niente arrosto? Siediti a tavola con noi e scoprilo.

Prima di iniziare: Chi è Sfera Ebbasta?

Prima di essere Famoso

Se ritorniamo a qualche anno fa, neanche troppo lontano nel tempo, Sfera Ebbasta e Charlie Charles davano il via a una corrente musicale che avrebbe segnato inevitabilmente un punto di rottura del rap italiano, che possa piacere o meno. Con il vento in poppa dettato dal desiderio di affermarsi e prendersi tutto, i due ragazzi ci regalavano quello che sarebbe diventato la Bibbia del movimento trap italiano, ovvero XDVR, mixtape il cui impatto per i tempi e per gli artisti che nacquero da questa nuova wave portò a una frattura nella scena come Mr. Simpatia di Fabri Fibra nel 2004.

Prima di essere il ragazzo con la cresta rossa la cui faccia risalta in bella vista sui cartelloni giganti delle capitali mondiali, $€ iniziava a mettere quei paletti che lo avrebbero portato in poco tempo a essere una star. In tempi non sospetti, quindi, tutto era già pronto per compiere il grande salto, la cui portata però non si riusciva nemmeno lontanamente a immaginare.

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Le luci del successo e la dimensione worldwide

La ribalta è un concetto che può rivelarsi effimero, breve e rapido come le foglie ingiallite che in autunno cadono dagli alberi, spruzzando fumo e cenere come i Finley negli occhi di chi pensa, cantando vittoria troppo presto, di avercela fatta. Se infatti si mettono delle buone fondamenta ma poi non si costruisce il palazzo, tutti si ricorderanno soltanto della bellissima opera incompiuta che hai realizzato e non di un masterpiece destinato a durare per sempre.

Sfera ha camminato a lungo su una strada perigliosa, ma lo ha fatto nel modo corretto, riuscendo quindi a togliersi una serie di soddisfazioni che lo hanno portato a diventare già a 27 anni una leggenda vivente, allargando il proprio bacino d’influenza prima in Europa e poi negli States, la terra magica che da sempre è la destinazione di chi ha il sogno americano fisso nella mente.

Famoso è lo stilema di un ragazzo con il mondo in mano che ha fatto breccia oltreoceano grazie a uno stile unico e riconoscibile, arrivando ai grossi calibri della musica mondiale che hanno, finalmente, alzato le antenne e posto le loro attenzioni su una quanto mai vivida scena italiana.

Piccola precisazione, al fine di evitare stucchevoli polemiche. Non stiamo negando che anche prima di Sfera Ebbasta il rap italiano sia stato aperto a collaborazioni internazionali, sia nel mainstream che nell’underground, ma nessuno prima d’ora aveva assunto questa dimensione worldwide così prepotente e preponderante. Anche considerando uno degli ultimi casi del trap game che ha provato a stabilire una connessione con gli USA, ovvero la FSK con l’album Padre Figlio e Spirito, il confronto comunque non regge, a testimoniare come il brand Sfera sia vivido come il dark mark di Voldemort nei cieli inglesi dopo la finale di Coppa del Mondo di Quidditch.

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Visual video dell’outro di Famoso

Famoso senza contenuti?

Andiamo cari lettori, veramente vi aspettavate dei contenuti differenti da quelli proposti? Di cosa avrebbe dovuto parlare Sfera, della pandemia? Della crisi politica italiana?

Nel disco di Sfera è lampante come, al suo interno, ci siano i soliti temi della trap: soldi, donne, collane, successo, e ancora soldi. Questa visione però non guarda a 360° e rischia, di conseguenza, di essere eccessivamente limitante.

Sicuramente Sfera è ben lontano dalle tenebre e dai Brutti Sogni degli esordi, questo perché la vita alla fine ha sorriso, ma soltanto perché il ragazzo ha avuto l’abnegazione di trasformare la sua rabbia in oro, il vuoto in denaro, convertendo il cammino su strade sporche e insidiose a una passarella a testa alta sul red carpet della vita.

Esaltare e, nella maggior parte dei casi, ostentare l’ascesa diventa condizione sufficiente e necessaria; sufficiente perché, in linea di massima, Sfera al giorno d’oggi non può arrivare a raccontare altro se non questo, perché questo è quello che respira. Se i soldi chiamano soldi, il racconto verte su quello, prima entriamo in quest’ottica prima smettiamo di prenderci in giro.

La condizione sulla quale si innesta tutto il racconto di Famoso è anche necessaria perchè il progetto è confezionato ad hoc per rendere al meglio, più che in Italia, fuori dai nostri confini, e la semplicità tematica al suo interno è l’ingrediente che fa compiere al disco il proprio dovere di arrivare e spaccare oltre i confini delle Alpi.

Fin troppe considerazioni inconsistenti si sono già susseguite parlando di Famoso, addirittura cercando di portare alla luce la mancanza di un tema educativo che il disco, ovviamente, non può avere: un pò come dire che alle scuole elementari è necessario spiegare ai bambini una sana educazione sessuale, ma il professore della lezione è Rocco Siffredi appena tornato da Praga.

Alla fine della festa, ciò che rimane sono labili tentativi denigratori di inconcludenti commentatori il cui rapporto con la musica arranca da sempre, che però pagherebbero di tasca loro per privarsi, anche momentaneamente, di quei contenuti per 15 minuti di celebrità.

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Le special guest di Famoso

No cari lettori, Drake non c’è, fatevi passare la fitta al cuore respirando profondamente, anche perché nulla vieta di vedere Sfera nel prossimo disco dell’artista nato a Toronto…

In compenso, il piatto offerto da Famoso vanta nomi di primo livello: rimanendo su suolo italico, troviamo i flow meravigliosi di Mr.Fini e Fabio Eccellenza, aka Guè Pequeno e Marracash, assolutamente a loro agio nel brano Tik Tok, uno dei banger del disco.

Valicando i confini state pronti a tenervi forte, con lo spettacolo offerto dalla magia di Future in Abracadabra e con Offset che ci balla la Macarena; Diplo ci porta invece tra le luci di Hollywood, mentre J Balvin realizza con il singolo Baby probabilmente la hit internazionale dell’anno. Non dimentichiamo infine sua maestà lancia torte Steve Aoki con 7ARI nell’arabeggiante Salam Aleikum e Lil Mosey in Gangang.

L’outfit da producer è indossato dal sempre presente Charlie Charles, al quale si aggiungono Junior K, London on da Track, Sky Rompiendo, Drillionaire, Aryay e lo stesso Sfera Ebbasta, che si cimenta in una traccia freestyle dove dimostra come possa mandare a casa nemici, veri o presunti, anche con rap di ottima fattura.

In definitiva, gli ospiti di Famoso fanno a pieno il loro dovere, contribuendo a innalzare anche grazie al loro seguito internazionale il nome Sfera nei cieli di tutto il globo terracqueo. Cosa si pretende del resto, che si possa fare un disco di portata mondiale con i trapper del campetto dietro casa?

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Si può andare oltre la fama?

Questa è una domanda da un milione di dollari: si può guardare oltre la patina meravigliosa del successo? O basta questo per vivere bene?

Perchè analizzare Famoso e pensare sia solo un involucro gassoso di brillantini è un po’ una cazzata, oppure sono i soliti pregiudizi derivanti dal meraviglioso mondo vuoto degli haters.

Famoso è il successo che esplode prepotente tra le mani, bellissimo, lucente, eccezionale, ma pericoloso come pochi. È la voce di un ragazzo che è consapevole di avere le luci della ribalta perennemente accese, ora e per sempre, ma che inevitabilmente attraversa come ogni umano attimi di smarrimento, sentendosi alla stregua di una piccola isola dell’arcipelago delle Fær Øer circondato da un Oceano Atlantico di squali e opportunisti.

La lettura tra le righe di un disco è essenziale per la sua completa comprensione e, benché Sfera latiti per complessità di testi e per non essere un liricista, riesce comunque a mettere in evidenza abilmente tutte le sensazioni e le ansie che nemmeno il più abbacinante successo può mascherare.

Se si provasse quindi a vedere l’altro lato della medaglia, ovvero il ragazzo oltre la fama, la persona prima del personaggio, si potrebbe capire che essere Famoso è sicuramente straordinario, perché tutti ti riconoscono, ma non ti consentirà più di passare inosservato, non riuscendo a scomparire tra la folla anche solo per un attimo veloce e silenzioso.

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Video ufficiale del singolo Bottiglie Privè

Tutto cambia, nulla resta uguale

Questa frase racchiude un pò tutto il concetto del cambiamento che ha colpito Sfera Ebbasta nella sua rapida ascesa al trono, diventando quel Giovane Re che, per indossare la corona, ha dovuto necessariamente fare delle scelte e cambiare traiettoria, dirigendo il proprio sguardo non soltanto più in là, ma ben oltre, verso orizzonti che nessuno prima d’ora aveva mai battuto.

Non puoi rimanere uguale se stai facendo una guerra che presuppone che non ci siano dei prigionieri, non puoi pretendere di avere lo stesso candore delle origini se ti sei dovuto sporcare per affrontare il mondo e plasmarlo alle tue volontà, non puoi pensare che non sarai odiato quando, seppur a una giovane età, sei già una star internazionale.

Nulla resta uguale agli attimi da ragazzino quando l’unico sogno era farcela con la musica: eppure, nonostante quella genuinità sia andata largamente persa dietro ogni ridondante flash di un paparazzo, Sfera riesce a racchiudere dentro sé un piccolo barlume di spensieratezza, riuscendo a non perdersi totalmente e portandosi dietro tutto quello che lo ha fatto diventare il Divo che è oggi.

Essere Famoso, in definitiva, può essere una spada di Damocle che ti taglia la testa, ma se hai le abilità giusta per padroneggiarla rimarrai invincibile e potente, destinato quindi ad aggiungere a una mappa ricca di successi inarrivabili, altre bandiere pronte a svolazzare al vento della notorietà.

Volevo essere un rapper, poi ho scoperto che mi viene meglio fare altro, tipo mangiare.

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