Slait e Bloody Vinyl 3: buon sangue non mente!

Il nuovo capitolo della saga di DJ Slait Bloody Vinyl 3 si arricchisce di tre giovani d’eccellenza come tha Supreme, Low Kidd e Young Miles. Stessa fame, stessa visione, stesso azzardo che ripaga. Te lo racconto così…

A circa 5 anni di distanza torna DJ Slait con Bloody Vinyl 3 (abbr. BV3) dove tre sono anche i beatmaker chiamati in regia a dirigere l’orchestra insieme a lui: tha Supreme, Low Kidd, Young Miles.

Per il Bloody Vinyl 3 - BV3 Slait chiama tha Supreme, Low Kidd e Young Miles

Passano gli anni ma il comune denominatore è lo stesso: fame e azzardo ma con quella cognizione di causa che ripaga e oggi dà vita ad un mixtape con accezione moderna, attuale e dunque fresco.

Con Bloody Vinyl 3 Slait condensa vecchia e nuova generazione di artisti rap italiani, beatmaker emergenti in rampa di lancio e ospiti internazionali mantenendo fede anche ai marchi di fabbrica di casa Machete: immediatezza, impatto, energia e quel quid che, puntuale, ci prende in contropiede. 

E infatti, non a caso, ad aprire le danze è la collaborazione che più ha fatto chiacchierare all’annuncio del nuovo lavoro: la collaborazione tra Salmo e Taxi B. Ti ricordi la storia di FSK e eroina? Ecco. A parte questo, col senno di poi diremo che Salmo ha insegnato a Taxi B come fare Taxi B. Ma questa è tutta un’altra storia 🙂

Per approfondire: chi o cosa è Taxi B (FSK Satellite)

Equilibrio in regia

Gli elementi amalgamati in questo lavoro sono tanti e diversi. L’equilibrio è prima di tutto in regia dove la seniority di Slait e Low Kidd si completa con lo slancio dei più giovani tha Supreme e Young Miles. Il legame tra i 4 è sicuramente forte a livello personale e musicale, tutto a vantaggio del prodotto finale, scorrevole e, appunto, equilibrato.

Da leggere: tha Supreme – 23 6451 (recensione)

Una sola grande wave

Niente paletti, niente etichette, niente preconcetti: c’è una sola grande wave. Combo inedite vedono unirsi artisti di vecchia e nuova generazione: Sir Prodige (new entry in orbita Machete, classe 2006), Vale Pain, Drast (Psicologi), Madame e Massimo Pericolo sono ben accorpati alla vecchia guardia, da Fabri Fibra (ottima uscita) a Jake La Furia (in forma), passando per Guè Pequeno (garanzia) e Jack The Smoker (forse non al top ma ha modo di farsi valere).

Ad coronare il tutto anche delle partecipazioni più pop come quelle di Coez e Mara Sattei e il tocco internazionale di Davido.

Da vedere:

Novità, qualità, varietà

L’orchestra diretta da Slait conta tanti elementi, 25 artisti riuniti in una quindicina di tracce non sono pochi, eppure il BV3 – Bloody Vinyl 3 non suona affatto come un mappazzone, al contrario. C’è novità, c’è qualità, c’è il giusto numero di episodi per dare al progetto ampio respiro sonoro senza sfociare in qualcosa di eterogeneo e poco coeso.

Salmo e Taxi B firmano un intro destabilizzante ma la collabo più assurda riesce bene. Dello stesso appello è anche MadMan con Greve (o meglio G-G-Greve). Per chi come il sottoscritto ha bisogno di barre ecco i capitoli Bloody Bars con Jack The Smoker e Lazza, ancora Lazza, sempre lui, Lazza: firma un freestyle fortissimo su un beat che campiona la sigla di Studio Aperto. E qui siamo davanti ad una bellissima crasi tra il cringe e la poesia. Che bello il rap.

Intermezzi radiofonici ne abbiamo? Sì. Slait unisce i sopra citati Coez e Mara Sattei in Altalene, Drast scivola via benissimo su un riff minimale in Spacetrip e ancora Lazza accompagna l’inedita coppia Madame e Massimo Pericolo in Weekend, altra combo azzeccata.

Buon lavoro anche per Sick Luke, per Capo Plaza che fa sempre lo stesso Capo Plaza ma lo fa bene e funziona. In grande spolvero anche gli altri punti fermi di casa Machete quali Nitro e Hell Raton (giudice X Factor 2020).

Lucido azzardo

Come ti anticipavo prima il filo conduttore di questo nuovo BV3 è lo stesso dei precedenti capitoli: azzardo ma con consapevolezza. Ed è un azzardo che funziona, che ripaga. Il pop più radiofonico si fonde con la trap, il rap, l’immancabile ventata di elettronica fino ad un bel richiamo alla drill, in chiusura di mixtape, con la traccia Drilluminazione.

Ottimo lavoro, Slait, ce l’hai fatta anche questa volta. Bloody Vinyl 3 dispensa modernità e freschezza a profusione. E si presta ad essere, ancora una volta, un’altrettanto ottima vetrina per talenti di prospettiva. Buon sangue non mente!

Nano sardo col vizio di scrivere. Padre di Boh Magazine, fondatore di Beat Torrent, vecchio brontolone. Lavoro come WordPress Developer e mi occupo di scrittura online. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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