Tutti Fenomeni: l’it-pop del futuro.

Merce Funebre è il primo album di Tutti Fenomeni, prodotto da Niccolò Contessa (I Cani) che insieme al giovane rapper ne ha composto anche le musiche.

Partiamo dalle presentazioni. Il vero nome di Tutti Fenomeni è Giorgio Quarzo, voce protagonista del progetto. Guarascio, 23enne romano emerso dalla scena del Soundcloud rap di cui si conosce un passato molto diverso. I tempi dei feat con i Tauro Boys o di Per quanto ti amo e Vuole soltanto me suonano molto trap e decisamente poco indie

Niccolò Contessa, invece, è una delle penne e delle menti più importanti della sua generazione, indie, it pop o pop che fossero i suoi dischi. Contessa da qualche anno brinda a Calcutta e Coez, in altre parole al successo delle sue produzioni. 

Questo personaggio mitologico oggi non è più artista ma produttore. Fedele al suo atteggiamento schivo è sceso dai palchi ma sempre a suo modo, in silenzio, continua a far parlare di se’. 

Quindi all’apparenza è molto semplice: Tutti Fenomeni canta, Contessa produce. 

Per chi ha nel cuore la vecchia scuola indie la realtà è un filo diversa, perché quando suona il primo album di Tutti Fenomeni nella testa risuona un unico pensiero: Ah ma non sono I Cani!

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Il rapporto di coppia

Questo sodalizio con Contessa ha fatto sì che un nuovo Tutti Fenomeni prendesse vita spogliandosi di tutti gli skrt del passato. Il risultato di questa operazione mostra oggi un nuovo Giorgio, con l’aria più seria e i vestiti più adulti. L’occhio intelligente e sveglio, invece, rimane lo stesso.

Prima di entrare nel vivo dell’album, mi chiedo se sia un bene o un male (o neutro) che l’anima di un produttore riecheggi così forte all’interno di un brano, ma che dico, di un disco intero!

Non è il “Sick Luke Sick Luke” all’inizio di un pezzo, che appunto si inserisce come un occhiolino, una firma delicata, una traccia di chi ci ha messo le mani. Il segno lasciato da Niccolò è un gigantesca scritta I CANI.

Sopra nottambuli svetta la gigantesca scritta coop.

Le Luci Della Centrale Elettrica – La Gigantesca scritta Coop

In Merce Funebre il richiamo nei testi, nelle musiche e nella voce è palese, a tratti inquietante, soprattutto per chi come me è fan di Niccolò e del progetto I Cani, dal primo live alla collinetta di Jack del Mi Ami Festival nel lontano 2011.

La sensazione predominante è che l’artista abbia trasformato sé stesso per effetto della mano, così presente e riconoscibile, del suo produttore. Proprio come in una coppia quando uno dei due modifica tratti di se’ per effetto dell’altro, mi chiedo se sia semplicemente risultato di una buona influenza o trattasi, invece, di un classico effetto “burattino”.

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L’album: Merce Funebre

Entrando nel vivo l’album, Merce Funebre è stato anticipato da tre singoli che hanno subito attirato l’attenzione: Valori Aggiunti, Trauermarsch e Qualcuno che si esplode

Da queste prime tracce si legge subito la volontà di mettere le parole al centro, hanno un peso specifico ed è bene che venga esaltato. In modo sfizioso si combinano serio e faceto, la leggerezza della trap (e dei giorni nostri) si mescola al ricercato spessore intellettuale dell’indie che fu. 

Sai che odio il sushi ma se tu mi imbocchi

mi sembrerà una pizza margherita

Tutti Fenomeni – Reykjavik

Per me il senso di questo disco è riassumibile in questi versi di Reykjavik

Tutti Fenomeni vuole raggiungere una generazione devitalizzata che parla un linguaggio proprio, quasi incomprensibile (pensa ad un attimo a Tik Tok, tu davvero lo capisci fino in fondo?).

Entrare in contatto con queste forme aliene senza cercare di imporsi e suonare vecchi, riportando al contempo temi e suoni appartenenti ad un passato sicuramente meno leggero. 
Vedi il riferimento alla musica classica con l’intro che riprende la marcia funebre di Chopin, e il Rondò alla turca di Mozart suonato nel ritornello di Trauermarsch.

Più sottile è ancora l’esempio in Diabolik dove ti amo solo dopo il 91esimo anticipa e prepara allo stesso concetto reso in una chiave più romantica e alta, ti amo solo dopo le Colonne d’Ercole.

Conclusioni

Per rispondere alla mia stessa domanda, penso che Tutti Fenomeni semplicemente non sia più Giorgio, sia una formula studiata a quattro mani per ridare vita all’indie italiano nella sua forma più pomposa e contemporanea. 

Se tutte le combinazioni di genere venissero così diventerebbero una regola e non avrebbero più l’effetto che crea Tutti Fenomeni con Merce Funebre: semplice e puro entusiasmo. 

Classe '91, meglio conosciuta come Margherotti. Per professione inoltro mail, nel tempo libero prendo la musica e la porto nei salotti. E ogni tanto scrivo che cosa penso.