Vacca: 20139, Corvetto come L.A.

Da Cagliari a Corvetto, passando per Quarto Oggiaro e Kingston: poche tracce per raccontare uno spaccato di Milano che suona quasi come L.A.

Vacca torna sul pezzo e lo fa con un nuovo lavoro, un EP: ecco 20139, una manciata di inediti con un forte richiamo al suono della nuova West Coast americana. Qui ti dico perché merita sicuramente un ascolto.

Vacca pubblica l'EP 20139: ecco la recensione

Del mio conterraneo Vacca si possono dire tante cose ma è innegabile la passione che mette in questa cosa del rap: 5 dischi in 3 anni non sono pochi, specie quando sei indipendente. Traduco: è tutto sulle tue spalle.

Prolifico e costante da un lato. Rozzo, sboccato e tagliente dall’altro. Nel bene o nel male il rapper sardo riesce a sorprendere. A mio modo di vedere riesce a farlo ancora una volta con questo nuovo EP: 20139. Ti lascio alcune veloci riflessioni, sicuro che darai un’occasione a questo progetto.

Chiaro, semplice e conciso

Primo punto a favore: il disco raccoglie 7 inediti che coprono una ventina di minuti. Ragion per cui, se proprio ti va male, non ti va così male. Dopo aver concesso al disco diversi ascolti anche consecutivi posso dirti che molto piacevole, scorrevole, lineare. Un classico progetto estivo da mettere in cuffia senza impegno.

Per favore, niente filtro

Nel susseguirsi delle varie tracce Vacca racconta uno spaccato della sua vita nella periferia sud di Milano (20139 è il CAP di Corvetto, quartiere che ospita il rapper sardo) e i temi sono quelli già noti, cari al rapper cagliaritano: la famiglia, gli amici, la strada. I rapporti interpersonali e l’autenticità di quest’ultimi.

Il richiamo alla West Coast americana di oggi è chiaro, al netto delle citazioni di YG e del compianto Nipsey Hussle, rispettivamente di Los Angeles e Compton.

Ho molto apprezzato la title track 20139, la trovo un ottimo banger che non vedo l’ora di ascoltare dal vivo, il singolo Biggie con quel bel chitarrone a riempire il ritornello e Odio, sintesi perfetta del Vacca-pensiero degli ultimi tempi: il mio nemico mio odia per davvero, tu invece fingi di volermi bene.

Ed è tutto senza filtri, rispecchiando pienamente la personalità di Vacca. Lui è così: grezzo, sboccato, diretto. Parafrasando un recente singolo di Guè Pequeno, direi: per favore, niente filtro.

Ti segnalo, inoltre, un richiamo a Ernia nella traccia Numero 1, segnale che il buon Vacca sta sempre sul pezzo. Si è un po’ defilato negli ultimi tempi ma ha sempre gli occhi sulla scena e segue con attenzione: Ho un sasso nelle scarpe come Ernia, un piede nella fossa, l’altro nella merda. Dentro la cartina un g di erba, la testa sopra al collo come Ermias.

Sfacciato e va bene così

Vacca non le manda certo a dire, questo ormai è assodato. Non si tira indietro, se deve dirti qualcosa lo fa e lo fa prima di tutto con la sua musica: Sti due mi fanno cagare più di Carl Brave, piscio nel culo a tutti quanti: 1-2-6.

Il mio conterraneo non è certamente facile da gestire, Hip Hop TV e Arcade Boyz lo sanno bene. Al netto di queste esternazioni condannabili più per il modo che per il contenuto in sé, preferisco di gran lunga la schiettezza anche un po’ sboccata dentro e fuori la traccia agli spettacoli circensi alquanto tristi in onda ai giorni nostri sui social network.

20139: la genuinità di Vacca

Concludo. Il bilancio di 20139 è più che positivo. Ragionando alla rovescia non trovo motivi per non dare una possibilità a questo nuovo album di Vacca. Non sei davanti ad un classico, il rapper cagliaritano punta ad una produzione costante, il ciclo è chiaro: scrivo, registro, pubblico il disco e lo porto al mio pubblico, alla mia gente. Sul palco, dal vivo.

Nel suo piccolo, da indipendente, continua a dare sempre priorità alla musica, come dimostra questo EP 20139, quinto disco in tre anni. Bene così, Ale. A chent’annos.

Nano sardo col vizio di scrivere. Padre di Boh Magazine, fondatore di Beat Torrent, vecchio brontolone. Lavoro come WordPress Developer e mi occupo di scrittura online. Rimo da quando si spammava su MySpace.