Vegas Jones, la bella musica è arte di pochi

Il nuovo disco di Vegas Jones propone tanto rap scandito e linee melodiche brillanti. Formula in linea all'album precedente. Conferma che si rivela piacevole ed efficace.

L’ultima istantanea che conservo di Vegas Jones mi riporta al Fabrique, rinomato locale milanese, in una sera di febbraio in cui il giovane rapper di Cinisello Balsamo portava in tour il disco Bellaria.

In quell’occasione Veggie, al termine di un live veramente spettacolare, poneva il Disco D’Oro ricevuto per Bellaria nella mani dell’assessore alla cultura Daniela Maggi, regalando il prestigioso riconoscimento alla città in cui è cresciuto (ndr potete trovare il disco d’oro appeso presso l’area culturale del centro Pertini).

Questo momento non è stato altro che un punto di partenza. Un traguardo, per chi ha ambizione, è fatto per essere superato, puntando sempre più in alto senza fermarsi mai. Chiaramente, senza mai perdere di vista la qualità di quello che si fa, perché la quantità va bene solo se hai un esercito di orchi contro e devi riconquistare Minas Tirith.

La Bella Musica

C’erano i tempi in cui qualcuno diceva che la musica non c’è, poi sono arrivati i tempi in cui la musica esiste e, vi dirò di più, forse è anche troppa e spesso fatta male. Per noi che siamo amanti del bello e che mettiamo il gusto al primo posto basta avere solo un pò di buona musica, che dunque abbandoni il mero carattere di involucro riempitivo di inutilità per diventare un qualcosa destinato a durare nel tempo. La Bella Musica, il nuovo disco di Vegas Jones, racchiude in toto questo pensiero.

Ma cos’è esattamente il bello? Kant, nella Critica del Giudizio, lo definiva ciò che piace universalmente senza concetto, basando il tutto su un’estetica pura slegata da qualsiasi concetto tangibile. Se tralasciamo l’excursus filosofico e ridefiniamo il tutto, bello è in my humble opinion ciò che piace perché universalmente ha un contenuto che affascina.

Vegas Jones prende la sua musica e la plasma, la modella, l’abbellisce, esaltandola nel suo rappato sempre fluido, ben scandito, continuo, senza sbavature e passaggi a vuoto, costruendo ogni concetto su quel suono del millennio a lui tanto caro come l’ermo colle per Leopardi.

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Il solito disco di Vegas Jones

Titolo di sezione un pò clickbait, ma necessario a spiegare cosa voglio dire. Nella realtà dei fatti prendo il termine solito e lo depuro da ogni banalità e reiterazione, e lo identifico in un concetto di sostanza. La Bella Musica è il solito disco di un giovane artista il cui corpo è composto più da flow e barre che da acqua che sa, indiscutibilmente, rappare come Dio comanda.

Linfa vitale alla scena, dunque, ci viene data da un progetto ben organizzato, strutturato, organico, dove niente è lasciato al caso e nel quale Veggie si lascia andare a una buona dose di sana arroganza, tipica di chi ha le skills per competere e la consapevolezza di poter sempre dire la propria.

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Musica bella, ma che balla

Il rap italiano è pieno di dischi che fanno muovere il collo, ma non necessariamente possono essere etichettati come magnifici. Se la tua musica non è in grado di danzare con leggiadria nello spazio acustisco dell’ascoltatore in poco tempo rischi di finire nel dimenticatoio, come un concorrente del Grande Fratello.

Nel caso in questione il rischio non c’è: La Bella Musica è come la tipa che desideri, alta con i capelli neri e dal portamento elegante, che quando apre bocca dimostra anche di avere un’intelligenza sopraffina, oltre al fatto che è una figa da paura. Scusa se è poco!

Vegas Jones e l’astronave

Ascoltare un disco di Vegas Jones è come essere sulla Route 66 su una decappotabile a velocità folle e il vento che ti scompiglia i capelli. Vuoi anche perché i cazzutissimi riferimenti ad un immaginario automobilisco ti schiacciano su un sedile di un auto in corsa. Tutta la discografia di Veggie mi ha sempre fornito questa percezione che anno dopo anno non è affatto mutata.

Rispetto al resto della scena, il giovane sembra aumentare la propria velocità anno dopo anno, passo dopo passo. Le macchine normali non bastano più, Vegas sta guidando un’astronave diretta nello spazio più profondo, alla ricerca di nuove forme di vita da colonizzare e di nuovi pianeti da esplorare.

La Bella Musica è un altro tassello importante che si aggiunge a una discografia già corposa, musica che si erge in modo diverso rispetto a quella dei finti Neil Armstrong che l’unica cosa che sanno far volare sono le palle quando li ascolti. La navicella è invece partita da Cini e continua a volare, risuonando nell’orbita terrestre incessantemente. Sicuramente ‘sta roba piace anche gli alieni!

Volevo essere un rapper, poi ho scoperto che mi viene meglio fare altro, tipo mangiare.