Willie Peyote: ironia e critica senza scadenza

Il quarto disco ufficiale dell'artista sabaudo è la naturale evoluzione della sua discografia, tra politica, società e amore.

Willie Peyote, non è di certo famoso per essere politicamente corretto, anzi. Da questo punto di vista nessuna innovazione, le tematiche sono sempre le stesse. Di fronte ad una società ed una politica che sembrano cadere sempre più in basso Guglielmo non si tira indietro nemmeno questo disco. Armato di penna ed ironia prende delle posizioni piuttosto chiare.

Iodegradabile è un autoritratto, attuale e anche per questo evanescente, degradabile; vita privata e contesto sociale vengono dipinti con pari minuzia sulla tela, il tappeto musicale steso dagli ALLDONE, collaudato team composto dai produttori Frank Sativa Kavah e dai musicisti Danny Bronzini (chitarra), Luca Romeo (basso) e Dario Panza (batteria).

Willie non mi piace perchè è troppo politico

Per certi versi il torinese mi ricorda CapaRezza. Anche lui rappa e scrive centinaia di barre da fare invidia al miglior paroliere in circolazione, eppure, nonostante diverse collaborazioni anche illustri, non fa parte della cosiddetta scena. Più per scelta che per attributi tenderei a dire. Willie Peyote è la mosca bianca del rap italiano: niente dj, ha la sua Precaria Orchestra Sabauda, tanto cantato, poco importa se le abilità canore non sono eccelse. Anche prendere una posizione su tematiche di attualità e politica sembra essere molto poco Hip Hop ultimamente. Parliamone.

In Italia sono pochissimi gli artisti che trattano delle tematiche più attuali, un po’ perché, questo, comporterebbe una reazione del pubblico, che quando non è d’accordo con un’opinione non manca mai di farlo sapere e di rimarcarlo, anche con toni non esattamente da gentleman. Altrettanto, è idea piuttosto diffusa che per gli artisti sia fuori luogo parlare di politica o fare critica sociale.

D’altronde avere un seguito non è abbastanza per giustificare un’opinione autorevole su qualsiasi argomento. Verissimo. È altrettanto vero però che fare finta di niente di fronte a certe situazioni diventa impossibile, e spesso anche sbagliato. Se la pretesa non è catechizzare, ma stimolare la riflessione ed il confronto esternando il proprio pensiero l’intento è nobile, e come tale va preso.

Andrebbe anzi preso come esempio da tanti colleghi.

Io mi sento responsabile di ciò che scrivo

L’Hip Hop in quanto cultura ha delle caratteristiche intrinseche, che variano poi leggermente da paese a paese. La sua influenza non è solo musicale, ma tocca in qualche modo tutti gli aspetti della vita. Razzismo e fascismo sono in naturale antitesi con le sue radici, su questo non ci sono dubbi.

Peace, Love, Unity & Having Fun

Come dicevamo Willie Peyote è una mosca bianca nella scena italiana, ma l’influenza che la cultura nata a New York esercita su di lui è ancora molto forte. Tra critiche alla banalità della società dei consumi e attacchi al populismo politico italico Willie infila una citazione al Fabri Fibra di Turbe Giovanili (in La Tua Futura Ex Moglie troviamo una citazione a Come Te con Al Castellana) in coda al ritornello, per la libidine degli affezionati. Fibra è tra l’altro uno degli artisti più frequentemente citati dal Peyote (ricordo un “Metti me che fumo Old Holborn, il colmo”).

Andrai comunque
Andrai come se n’è andato chiunque
Per come sei potresti andare ovunque
Andrai comunque
Andrai come se n’è andato chiunque

Willie Peyote – La Tua Futura Ex Moglie

Ibridi di genere, sperimentazione, musica liquida. Diventa sempre più difficile inquadrare e incasellare i prodotti artistici. I riferimenti in questo senso aiutano a mettere a fuoco quale sia il percorso intrapreso dall’artista. Personalmente ho pochi dubbi, se dal punto di vista della forma i dischi di Willie Peyote appaiono sempre meno rap, nel contenuto è sempre inconfondibilmente Hip Hop.

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Finchè morirò sul palco chiedendo scusa come

Dal punto di vista musicale Iodegradabile appare come una commistione di diverse influenze che vanno dal funk più crudo al cantautorato italiano. Tutte le tracce sono prodotte dagli ALLDONE, ad eccezione di Che Peccato e La Tua Futura Ex Moglie, realizzate dal solo Frank Sativa e Catalogo, prodotta da Kavah. Ricalcano senza ripetersi lo stile cucito addosso a Willie Peyote dai dischi e anni precedenti, che sicuramente punterà a valorizzare il disco nelle esibizioni dal vivo, vero punto forte della band.

Non ho potuto fare a meno di notare che questo è il disco più breve che ha pubblicato finora, confermando la tendenza universale di condensare i contenuti e la durata dei dischi per venire incontro alla riduzione della soglia di attenzione del pubblico. Ho avuto infatti la sensazione che mancasse qualcosa, come fosse stato tagliato e compresso, ancor prima di controllare l’effettiva durata.

Il disco non è di per sè facile, anzi, è provocatorio e ricco di riferimenti. Mi ha fatto però anche storcere un po’ il naso, come quando esci da un ristorante della cui cucina non ti puoi lamentare, ma hai ancora fame.

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Studente (pessimo) universitario classe '97, adottato dalla città che non dorme mai senza abbandonare la provincia milanese, dove il dolce far nulla culla la passione per la musica.