Rapper e calciatori: le strane coppie

Tra rap italiano e calcio possono instaurarsi molti più parallelismi di quelli che puoi immaginare. Ne raccolgo alcuni in questo articolo. Buona lettura!

Dietro a ogni artista c’è una persona che prende ispirazione e può essere influenzata da eventi, oggetti e attività, permettendoci di trovare infinite analogie.
Per questo il confronto tra rapper e calciatori è immediato perché oltre al personaggio si possono valutare le qualità tecniche: dribbling e precisione da una parte, flow e incastri dall’altra.

Fischio d’Inizio: la playlist a tema

In vista della nuova stagione di Seria A penso che una playlist sia sacrosanta. Ecco allora una raccolta di tracce a tema per entrare subito nel mood giusto e affrontare la lettura al meglio: una selezione di brani con le migliori barre a tema calcio.

Discovery Boh, la playlist jolly di Boh Magazine, diventa Fischio d’inizio.

Fabri Fibra – Robben

Il 2019 di Fabri Fibra si è rivelato particolarmente prolifico per via delle numerose collaborazioni che hanno raggiunto grandi numeri. Non sempre quantità, qualità e favore del pubblico vanno di pari passo, per questo motivo possiamo definire questo lasso di tempo il suo “periodo Robben”.

Arjen Robben è un ex-calciatore olandese che ha militato in Olanda (Groningen e PSV), per poi trasferirsi al Chelsea, Real Madrid e infine Bayern Monaco, dove ha trovato la sua dimensione calcistica e ha deciso di chiudere la carriera.

Esterno d’attacco dotato di grande tecnica e velocità, era solito defilarsi sulla destra per poi accentrarsi palla al piede a ridosso dell’area e trovare il tiro di sinistro a giro sul secondo palo. La giocata era sempre la stessa, ma riusciva ogni volta a sorprendere l’avversario e risultare straordinariamente efficace.

Questa solita imprevedibilità ha sempre diviso gli appassionati tra chi apprezza la magia di questa giocata e chi critica la poca innovazione della stessa. Il paradosso si può ricollegare alle ultime collaborazioni di Fibra: i temi sono ricorrenti e Sfiber non dice nulla di innovativo, ma lo fa dannatamente bene.

Le ultime strofe di Fibra appaiono sottotono, poco ispirate, talvolta presentano quasi la medesima struttura tra una e l’altra, come se venissero scritte in blocco e recapitate tramite Amazon Prime, eppure funzionano.

I due vincono con un unico spartito fatto di giocate prevedibili, mai perfette e con diverse sbavature, ma al contempo imprevedibili ed efficaci. Magari Fibra sta tenendo le strofe migliori in cantiere per i suoi progetti, magari no; intanto, riesce sempre ad essere nel brano giusto con la strofa giusta e non può essere una casualità.

Attenzione, però, a non passare da Arjen Robben ad Alessio Cerci.

Guè – Ibrahimovic

Guè Pequeno è un pezzo da novanta del rap italiano: muove i primi passi con le Sacre Scuole, si afferma con i Club Dogo per poi concentrarsi sulla carriera solista. In ogni disco si reinventa e riflette (e setta) le tendenze del rap italiano di quel momento della scena rap italiana, riscuotendo sempre un buon successo.

Questi cambi di casacca e il rendimento quasi sempre costante lo accomunano a Zlatan Ibrahimovic, icona del calcio moderno: lo svedese in carriera ha militato in 9 squadre diverse (tifandole tutte da piccolo) segnando oltre 500 gol.

Entrambi si sono sempre distinti in squadra e nelle azioni personali regalando perle rare come Brucia Ancora, Fuori Orario e Rose Nere per quanto riguarda Guè, mentre per Ibra sono storia il gol di tacco all’ultima giornata che gli è valso il titolo di capocannoniere nel 2009 e il gol di rovesciata ai danni dell’Inghilterra.

I due campioni hanno inoltre in comune l’arroganza e la grinta del vero guerriero: un’arroganza spesso malvista, ma che riflette l’orgoglio per i traguardi raggiunti e i sacrifici che hanno portato ad essi.

Guè e Zlatan non guardano in faccia nessuno (anche perché Cazzo guardi? Come Ibra) e i successi parlano per loro.

Coez – Quagliarella

Coez e Fabio Quagliarella hanno molto in comune.

Il rapper adattato romano è tornato a marzo con l’album È sempre bello, già certificato disco d’oro, mentre il centravanti della Sampdoria è fresco del titolo di capocannoniere di Serie A e sembra non voler deludere nel prossimo campionato. Cosa li accomuna?

Sono entrambi classe 1983 e le loro carriere hanno un percorso simile: la maturità è diventata sinonimo di qualità e numeri.

Coez, dopo gli anni nei Brokenspeakers e 3 dischi da solista, ha raggiunto il grande pubblico nel 2017 con il disco Faccio un casino ottenendo valanghe di certificazioni tra album e singoli e superando il paradosso che fino a quel momento aveva frenato la sua carriera: era troppo pop per il rap e troppo rap per il pop.

Quagliarella è un altro che ha sempre fatto il suo, segnando in tutte le maggiori squadre per cui è passato: conta oltre 200 reti in carriera tra Torino, Sampdoria, Udinese, Napoli e Juventus. Infine nel 2016 è tornato alla Sampdoria dove ha vissuto un anno in stato di grazia.
A Genova è riuscito ad unire la vena da goleador (26 reti in 37 partite) a quella da assistman (fornendone ben 7). Ha eguagliato il record di Batistuta di 11 gare consecutive con gol e si è posizionato sul terzo gradino del podio della Scarpa d’Oro dietro Messi e Mbappé, con una continuità di risultati che sa di consacrazione.

Per Coez e Quagliarella la maturità artistica e sportiva si accompagna alla qualità e ai numeri da record delle loro prestazioni. La prossima stagione è alle porte: vedremo se riusciranno entrambi a riconfermarsi.

Rapper e calciatori: chi manca?

Insomma, i parallelismi possibili sono ancora molti e di sicuro la Serie A 2019/20 ci regalerà altri spunti.
Per te, quali rapper e calciatori si possono ancora paragonare?