Vediamo se conferma o ribalta il risultato.
Quanto tempo ci vuole per riuscire a trovare se stessi, capirsi e tornare per raccontarlo?
Silent Bob, accompagnato da Sick Budd, ci ha messo poco più di un anno.
Per capire la portata del progetto, occorre fare dei passi indietro. Piano B era stato un’ottima sorpresa: uscito forse un po’ sotto traccia a inizio anno, nel tempo è riuscito a farsi spazio a gomitate raccogliendo il consenso di ampie fette di pubblico.
Dopo un esordio del genere è sempre difficile riuscire a rispettare le aspettative, figuriamoci a superarle. Piove Ancora, però, è una grandissima conferma.
Silent Bob non va per il sottile e decide di raccontare la propria realtà senza filtri o mezzi termini, alternando momenti più riflessivi a attimi estremamente crudi. Cambiano le Nike, cambia l’attenzione attorno, ma lui mantiene i piedi per terra, o meglio, per strada.
Questione di attitudine, e strada forse è la parola chiave: passando oltre il contesto street, Silent Bob viaggia alla ricerca del suo posto, consapevole di aver compiuto dei passi importanti e allo stesso tempo furente perché non basta per saziare la rabbia e la fame che lo muovono.
Sulle ottime produzioni di Sick Budd, Silent Bob stende una serie di schiaffi in faccia che stupiscono per la loro sincerità e aggressività, senza mai tralasciare il lato più musicale. I featuring di Emis Killa, Drast e Speranza non fanno altro che impreziosire un progetto completo e concepito per essere personale, vero, palpabile.
Piove ancora è un album elegantemente violento che può mettere d’accordo tutti, da chi cerca il liricismo più classico fino a chi non può rinunciare a sonorità attuali.
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