Luchè - Dove Volano Le Aquile cover album

Dove Volano Le Aquile

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Artista: Luchè

Album: Dove Volano Le Aquile

Data di pubblicazione: 01-04-2022

Dove Volano Le Aquile è il quarto album in carriera solista di Luchè. 15 inediti e una bonus track, contiene produzioni firmate Pherro, D-Ross, Startuffo, Fedele e curate anche dallo stesso Luchè oltre ai featuring di Madame, Guè, CoCo, Noyz Narcos, Etta, Elisa, Marracash, Ernia e Geolier.

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Tracklist

  1. D10S (feat. Elisa)
  2. Slang
  3. No Love (feat. CoCo)
  4. Liberami Da Te (feat. Etta)
  5. Le Pietre Non Volano (feat. Marracash)
  6. Qualcosa Di Grande (feat. Madame)
  7. L’Ultima Volta
  8. Ci Riuscirò Davvero (feat. Ernia)
  9. Karma (feat. CoCo)
  10. Password
  11. Tutto Di Me
  12. Si Vince Alla Fine
  13. Over (feat. Geolier)
  14. Dire La Mia
  15. Addio (feat.Guè, Noyz Narcos)
  16. Topless (feat.CoCo)

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Recensione

L'ambizione fa volare alto Luchè. Forse troppo, come Icaro.

In questo disco c’è sicuramente tanto, 15 inediti, tutto curato al dettaglio, si sente la voglia di Luchè di tornare e lasciare ancora un segno importante nella musica e nella propria carriera.

Luca varia per tecnica, flow e utilizzo della voce, il suo essere anche producer lo pone ad un livello più alto per orchestrare in regia l’ottimo lavoro portato avanti da Geeno, Pherro, Fedele, Ross e Startuffo. Viene dato spazio alle strumentali, altro valore aggiunto in momento storico dove si tende ad essere ermetici e concisi.

E gli ospiti che si alternano al microfono, – Madame, Geolier, Marracash, Guè, Noyz Narcos e via dicendo, – sono tutti in grande spolvero.

Apprezzo tracce banger e più taglienti come Slang e Over, apprezzo la rappata più classica come Addio e la sperimentazione (secondo me azzeccata) in cassa dritta di L’Ultima Volta e trovo in “Si Vince Alla Fine se non il pezzo meglio riuscito per connubio di liriche e sonorità, sicuramente il mio preferito di questa ultima fatica di Luchè.

Sì, stai pensando bene, è in arrivo il ma.

Ma nell’economia complessiva le tracce con più brio faticano ed emergere chiare, ancorate a tre quarti di tracklist che poco si discostano per mood da riflessione e introspezione. E, come accennavo in apertura, il disco così fatica a decollare.

Altro spunto: se al primo, blando ascolto si percepisce tutta l’ambizione di qualcosa di grande, col proseguo questa ambizione si distorce in un desiderio di voler dimostrare a tutti i costi qualcosa a qualcuno ma non (mi) è chiaro se questo qualcuno sia il proprio pubblico, gli altri artisti o Luchè stesso. Da qui l’accostamento a Icaro.

Con 2-3 tracce in meno ad alleggerire l’album penso che l’ascolto sul lungo periodo ne avrebbe giovato e, di rimando, l’accoglienza generale dell’ascoltatore prima e la longevità a posteriori poi, ma questo sarà il tempo a dircelo con maggiore chiarezza.

Perché – come detto bene dallo stesso Luchè – si vince alla fine.

Foto di Giuseppe Tavera per Boh Magazine

Papà di Boh Magazine, fondatore dell'ei fu Beat Torrent, boomer brontolone. Lavoro come WordPress Developer, Copywriter e Sistemista. Amante della vodka e del sigaro Toscano, rimo da quando si spammava su MySpace.

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