Vediamo se conferma o ribalta il risultato.
Lo scoglio che ogni artista si trova ad affrontare è trovare il modo per distinguersi e dare un motivo per cui ascoltare proprio lui. Piano B di Silent Bob è un ottimo esempio di come suonare attuale senza perdere la propria personalità.
Piano B è un album di 15 brani per quasi un’ora di musica, con un tappeto musicale steso da un magistrale Sick Budd che spennella il giusto sfondo per il viaggio lirico di Silent Bob. Le produzioni rientrano nei canoni della trap, ma hanno una sfumatura unica che rende omogeneo il progetto.
Anche in termini di contenuti ritroviamo la strada e le esperienze che essa comporta. Silent Bob tiene i piedi per terra, o meglio per strada, e dà sfoggio della sua unicità guardandosi dentro e raccontandosi, offrendo un album curato e genuino.
Non si lancia in voli pindarici distorcendo la sua realtà, ma il suo piano B consiste nel descrivere la sua realtà di provincia mentre è alla ricerca del suo posto in questo mondo. L’approccio oscilla tra l’aggressivo e il riflessivo, raccontando aneddoti da sbandati e come queste esperienze vengono rielaborate e hanno forgiato la personalità di Silent Bob.
I featuring scelti risultano perfettamente adatti: Il Profeta e Dium si aggirano sulla strumentale come Godzilla su Tokyo, l’amichevole ninja di quartiere Warez mena fendenti su un beat orientaleggiante e Massimo Pericolo ci regala un altro bestemmione biblico sul pezzo co-prodotto da Crookers.
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