La musica è un Totem da venerare: intervista a En?gma

Sei domande al rapper sardo En?gma che ci parla del secondo episodio di Totem, nuovo progetto in uscita lunedì 11 gennaio, attraverso un continuo parallelismo fra musica e sport nella vita e nell'arte. Leggi l'intervista per saperne di più.

L’11 gennaio uscirà il secondo episodio di Totem, ultimo progetto di Marcello Scano, meglio conosciuto come En?gma. Dopo una prima parte ricca di influenze musicali ed esperimenti, si passa a una porzione più ristretta ma comunque all’altezza della precedente.

Intervista a En?gma per Totem

Nato nel 1988, Marcello si presenta come un artista poliedrico, dalle mille sfaccettature e con decine di interessi, il che rende ogni suo lavoro diverso ed imprevedibile: in questa chiacchierata parleremo nel dettaglio del nuovo progetto e andremo a conoscere quali sono le passioni e le ambizioni, anche extra musica, dell’artista sardo.

Prima di iniziare: Chi è En?gma

Totem episodio due è un viaggio breve ma intenso, con tre tracce di notevole impatto. Come è avvenuta la scelta dei brani tra i due episodi pubblicati e quali differenze ci sono fra i due momenti?

Totem episodio uno è stato una rappresentazione di tutto quello che so fare e vi si trova un po’ di tutto, anche dal punto di vista sonoro: strumentali classiche e un me aggressivo, una strumentale più trapposa con argomenti romantici ma cinici, la cassa dritta… un po’ di tutto, ecco.

La divisione in episodi permette di assecondare meglio il mood del momento e, nell’episodio due, avevamo voglia di usare sonorità più fresche e coerenti, difatti queste tre tracce sono un po’ più collegate fra loro: nello specifico Underdog è la mia prima traccia che strizza l’occhio alla drill, anche se rimango comunque polemico e incisivo.

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Parliamo proprio di Underdog. Si tratta di una traccia che racchiude molti featuring tra esponenti della scena rap che possono apparire sottovalutati nonostante le loro capacità. Significa che un artista come te, con una grande esperienza alle spalle e con all’attivo 6 album e 5 EP, ha sempre qualcosa da dover dimostrare?

Assolutamente sì, senza dubbio. Nonostante i dieci anni di militanza ho ancora tanto da dimostrare e credo di aver fatto negli ultimi tempi uno step importante dal punto di vista tecnico e musicale, sto raggiungendo la maturità sotto quel punto di vista.

Inoltre in un ambiente del genere bisogna sempre sgomitare e l’avere tutta questa continuità, anche se in assenza di quel traguardo più grande e importante, non è da tutti. Perciò anticipo che Underdog si propone come l’inizio di una piccola saga dove coinvolgerò sia rapper che hanno questo marchio da sottovalutati, sia artisti emergenti.

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Nei lavori precedenti hai iniziato a sperimentare con le produzioni e soprattutto nel tuo ultimo disco, Booriana, hai avuto modo di esprimerti al meglio co-producendo ogni traccia con Kaizén. Nelle due parti di Totem qual è stato il tuo apporto alle strumentali?

Molto incisivo, perché oltre a essere un mio interesse ritengo che quando il rapper aiuta concretamente per la strumentale poi riuscirà a scriverci meglio sopra.

Soprattutto nel primo episodio, tutte le strumentali sono partite da una mia creazione, tranne Montezuma; poi Kaizén le rende più professionali e concretizza meglio il mio pensiero. Infine, nell’episodio due, si è aggiunto un ventenne di Olbia, Macaboro, che ha prodotto le prime due tracce con Gabriele (Kaizén, ndr), mentre noi ci siamo concentrati sulla strumentale di Underdog.

Il video di Misunderstanding, singolo tratto dall’album Booriana

So che ami lo sport in generale e vorrei azzardare un piccolo paragone: ti senti più come Maradona, il migliore al mondo nonostante si impegnasse per non esserlo; Jordan, che aveva talento e si impegnava al massimo per il risultato; o Ibrahimovic, che non ha le doti innate del migliore ma si è impegnato tantissimo fino ad arrivare fra i più forti?

Sicuramente la terza opzione (Ibrahimovic, ndr), perché sono conscio dei miei limiti e non li nascondo, anzi avrei dovuto dare di più in alcuni momenti decisivi.

Ad esempio tutti usano Foga come termine di paragone: era il 2014, avevo 25 anni, e avrei dovuto essere più pronto tecnicamente, riascoltandomi mi sento acerbo.

Attraverso il lavoro continuo sto raggiungendo i miei obiettivi, i picchi si possono raggiungere anche in età matura: voglio ottenere sempre più risultati, ma come lo stesso Ibra insegna, si continua a lavorare con tranquillità, divertendosi.

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Intro del secondo album di En?gma Foga

Rimanendo in tema calcistico, ormai da un po’ di tempo sei commentatore delle partite dell’Olbia Calcio, così come ci hai deliziati con la narrazione “Che voglia di Azzurro” sul percorso della nazionale a Euro 2016. Qual è il tuo sogno nel cassetto? Punti alla Finale di Champions League?

(Ride, ndr). Il mio sogno sarebbe fare carriera anche lì, è un po’ il mio Mondiale se vogliamo: a Milano studiai Scienza e tecnologia della comunicazione proprio con questa idea in testa.

Ho avuto questa possibilità dal nulla e credo di essermi giocato bene le mie carte e, sebbene per il momento resti più un divertimento che un lavoro vero e proprio, mi ha già dato delle soddisfazioni.

Sto preparando altri racconti per gli Europei del 2021, mi piacerebbe diventare un Federico Buffa 2.0 insomma, con il sogno nel cassetto di lavorare per un’emittente più grossa come Sky.

Al momento faccio due telecronache al mese che sicuramente sono utili per imparare, anche perché le similitudini fra cronaca e rap sono notevoli, visto che in entrambi gli ambiti serve ritmo, lessico e un timbro vocale adatto.

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In conclusione, all’orizzonte arriverà un terzo episodio di Totem? Nel caso, puoi anticiparci qualcosa?  

La cosa bella degli episodi è la versatilità che offrono, permettendoti allo stesso tempo di competere con la frenesia del momento. Inizialmente si pensava ad una trilogia, ma negli ultimi mesi abbiamo deciso di far uscire più episodi con meno tracce ciascuno: non aggiungo altro, ma da qui all’estate ne vedrete delle belle, con tante collaborazioni.

Video tratto da Totem Episodio 1

Conclusioni

Questo è il riassunto della mia intervista a En?gma, una chiacchierata incentrata più sulla persona che sull’artista, con le sue certezze e le sue ambizioni. Sono stati toccati argomenti seri e importanti, azzardati paragoni arditi e si è parlato di buona musica, ma la parte più importante resta racchiusa nella quarta risposta: è importante sapersi divertire. 

Spero di averti intrattenuto a sufficienza con l’intervista, sicuramente En?gma saprà fare di meglio con il nuovo episodio di Totem!

Vivo la mia vita una figuraccia la volta e nel frattempo scrivo di musica. Dovessi descrivermi con una citazione sarebbe sicuramente: "con la brama di fare tutto ma la voglia di fare niente".