Shari, classe 2002, canta e scrive fin da quando è piccola. Finalista a Sanremo Giovani, si prepara ad affrontare il Festival di Sanremo tra i big in gara.
In questa intervista racconta del momento emozionante ma anche caotico che sta vivendo, di Egoista, la canzone che porta sul palco dell’Ariston e della sua capacità di esprimersi attraverso la voce e la scrittura.
Il momento in cui canta è catartico, riesce a immedesimarsi nel brano, arrivando a provare le emozioni che sente nella vita.
Come stai? Se pensi all’imminente partecipazione a Sanremo quali sono le emozioni prevalenti?
Sto molto bene adesso, ho passato una settimana in cui ho avuto un po’ di paranoie ma mi sono sfogata e mi sono passate. Mi sento abbastanza pronta, anche se mi sono accorta ieri sera che ormai ci siamo. Sono felice.
Cosa ti ha fatto scegliere “Egoista” come canzone da portare al Festival?
È stato molto naturale perché l’avevo scritta nel periodo in cui dovevo consegnare i brani per Sanremo Giovani e in quel momento era un po’ che non scrivevo e questa canzone mi ha fatta ricredere sulla mia scrittura, avevo cominciato a pensare Non riesco più a scrivere, non so più come fare, non scriverò mai più.
Invece con questa ho detto Ok, mi ricordo come si fa e sono un po’ ripartita. L’abbiamo prodotta in studio con gli altri e proprio in quel periodo dovevo consegnare i brani e ho detto Beh questo è fantastico, mi è piaciuto molto come è venuto fuori. Allora abbiamo scelto questo.
Hai menzionato i produttori del brano, Luciennn e Verano, che sono giovanissimi come te: come ti trovi con loro nella musica e nella vita?
Benissimo, sono dei grandi musicisti. È un piacere lavorare con loro, li vedo molto spesso, mi confronto anche sui miei problemi della vita e sono davvero delle grandi persone oltre la musica.
In altre tue canzoni come “Follia” e “Lo Detesto” hai parlato di amore. Che tipo di amore è quello che racconti in “Egoista”? È lo stesso o si può individuare un’evoluzione o un cambiamento?
In Egoista cerco, soprattutto dalla seconda strofa in poi, di parlare come una persona totalmente egoista. Vorrei qualcuno da amare per fargli del male dico nel testo, cerco di interpretare una persona egoista, ci sono riuscita bene perché mi sono sentita egoista molte volte, soprattutto in amore mi è capitato di giocare con il cuore di qualcun altro e parlo anche di quello.
In “Lo Detesto” invece mi sembra fosse il contrario, tu prigioniera di qualcun altro…
Esatto
Com’è stato il tuo primo approccio alla scrittura?
Ho iniziato da piccola, a 8 anni. Era il compleanno di mio padre e non sapevo che regalo fargli. Se una bambina sa disegnare fa un disegno, io non sapevo disegnare, sapevo solo cantare e allora gli ho dedicato una canzone e l’ho chiamata Io E Te, è stata la mia prima canzone. Ho iniziato così.
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Canti da quando sei piccola, cosa voleva dire allora e cosa vuol dire adesso?
È sempre cambiato ma è sempre stato un sogno, quando c’era la stella cadente e c’era da esprimere un desiderio ho sempre chiesto di avere successo nella musica, di riuscire a cantare sempre. Inizialmente però era un gioco, lo facevo perché mi riusciva bene e quindi mi divertivo a farlo, piano piano ho capito che era una cosa sempre più importante e sempre più grande.
Ho cominciato a capire che era un lavoro, poco tempo fa, è difficile da accettare perché è una cosa talmente emozionante che è strano che poi sia un lavoro, dato che il lavoro è una cosa razionale.
Hai una voce piena di sfumature che riesce ad esprimere molto bene le emozioni. Cosa vuol dire per te esprimersi? E attraverso cosa riesci a farlo?
Con la mia voce ma anche con le mie espressioni del viso, fin da piccola mi hanno detto che riuscivo ad emozionare, sembrava che stessi soffrendo ed effettivamente io quando riesco a immedesimarmi nella canzone riesco a provare le emozioni che provo nella vita. Ad esempio mi vengono i brividi, magari se dico una frase riesco a percepire il sentimento che ho provato quando l’ho vissuto. Cerco di trasmetterlo ma in realtà vivendolo agli altri arriva.
L’altro modo per esprimermi sono i testi, è un continuo tirare fuori quello che ho dentro anche se a volte non ne ho voglia, poi lo faccio e mi fa stare meglio.
Da cosa prendi ispirazione per le tue canzoni? Come affronti i momenti in cui l’ispirazione viene meno?
L’ispirazione la prendo ovunque, davvero da qualsiasi cosa, più spesso dai film, dai libri, dalle poesie. Anche se sto facendo io dei pensieri, mi viene in mente una frase che ha un senso che mi piace, da li comincio a scrivere.
Prima di scrivere Egoista ho avuto questo blocco, mi succede spesso. Da quando ho fatto Sanremo Giovani fino ad oggi non sto scrivendo, ci provo però non è molto semplice perché ho la testa completamente occupata. Quando mi viene in mente qualcosa me lo segno sulle note del telefono, cerco di non farmi vedere perché mi vergogno, vado in bagno, mi invento qualcosa.
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A Sanremo duetterai con Salmo: che cosa stai imparando dalla collaborazione con un artista del suo calibro?
Mi sta insegnando davvero che bisogna impegnarsi molto, che non è tutta fortuna e lui è uno che si alza la mattina, sta in studio, torna a casa alle 4 del mattino e sta lì e fa musica. Anche nel tour l’ho visto provare continuamente, mi sta insegnando a impegnarmi sempre di più ed è un grande esempio per me.
Immagino anche l’emozione di aprire qualche suo concerto…
Quella cosa mi ha spaventato tantissimo, il pubblico non era venuto per sentire me, dovevo riuscire a conquistarli ed è andata abbastanza bene, dai.
La scorsa estate hai pubblicato anche l’EP “Fake Music”. Com’è stato lavorare al progetto e come è stato collaborare con Rossella Essence?
È stato un esperimento perché non sono tipa da hit dell’estate e stava arrivando l’estate e ho detto che cosa posso fare, allora ho pensato di cantare in inglese, in quel periodo stava un po’ tornando la musica dance. Con Rossella mi sono divertita davvero un mondo, l’ho conosciuta mentre facevamo questo EP ed è stato molto bello, le canzoni sono tutte belle up, è stata un’esperienza molto figa.
(Per quanto riguarda il futuro non ho ancora un progetto deciso nei dettagli ma sicuramente uscirà nuova musica.)
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Intervista Sanremo – Shari (conclusioni)
Quando si parla di capacità di espressione Shari possiede grande maturità, è giovane ma in questo campo l’età anagrafica è poco rilevante. Shari riesce, in modo molto naturale, grazie alla sua voce e attraverso ciò che scrive, a portarci dove è lei in quel momento. La sua scrittura disegna situazioni a cui le sfumature della sua voce danno vita. In bocca al lupo per Sanremo!
