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Interviste

Nex Cassel: Mercato Nero è l’anima dell’Undeground.

Mercato Nero è l'ultima fatica del rapper e produttore Nex Cassel, che per l'occasione ha sfoggiato tutte le sue doti, dedicandosi sia al Rap che alle produzioni, creando un ibrido tra disco proprio e producer album, con numerosissimi ospiti.

Nex Cassel: Mercato Nero è l’anima dell’Undeground.

Nex Cassel è un artista unico nel panorama italiano. Rapper e produttore del suo ultimo disco, nonchè di altri brani e progetti tra cui veri e propri gioielli come la sua Christian Rap nel 2014. Con i Micromala ha iniziato negli anni ’90, fino ad essere uno dei gruppi più influenti dei primi 2000, fondando poi il collettivo Adriacosta.

Un vero e proprio veterano. Underground per di più.

Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Francesco (Nex) sul naviglio Martesana, davanti ad una birretta.

Prima di cominciare: Nex Cassel: Mercato Nero è l’anima dell’Undeground.

Come hai prodotto il disco? Come e quando hai pensato di realizzare Mercato Nero?

Mercato Nero è un mio disco perché rappo in tutti i pezzi, ma è un po’ un producer album perché ci sono tanti ospiti.

Avevo accumulato tante produzioni, nel mentre ho prodotto LO VE con Egreen e Sardinia Assassins di Lil’ Pin, quando però producevo le basi che alla fine sono state inserite in questo disco mi rendevo conto fossero per il mio disco.

Era quello che volevo e me le mettevo da parte, erano molte di più, ma lavorando con gli ospiti le ho fatte scegliere un po’ anche a loro.

Volevo fare un disco in questa maniera,esattamente così. Ho iniziato ad accumulare in maniera molto caotica strofe e collaborazioni fino a che non sono riuscito a dargli una forma finita.

Da leggere: Cosa deve avere un producer album?

Come hai scelto le collaborazioni?

Volevo della gente che rappasse bene, perché questo disco ha un focus sul Rap. Niente di più e niente di meno, puramente rap.

È molto minimale come disco, ci sono anche pochi ritornelli; non abbiamo cercato di fare canzoni, sono più dei freestyle, non nel senso di improvvisati, però le produzioni sono quelle tipiche sulle quali è bello rappare.

Le produzioni sono ispirate al rap classico Newyorkese anni 90, classico ma non vecchio, fatto adesso.

Quale dei featuring ti ha stupito di più, o ti aspettavi di meno?

Gianni Bismark. A lui piace molto fare il rap, però è molto bravo anche a fare altre cose, hai visto i suoi dischi. Comunque lui è molto contento di rappare, di fare rap classico.

Lui non mi aspettavo di averlo perché di solito fa anche altra roba. È più nel circuito del commerciale, indie forse, non lo saprei definire.

Leggi anche: Cos’è l’indie-rap?

Tu ti definisci fieramente Underground. Cosa ti piace dell’Underground?

Underground è quello che mi piace ed è effettivamente quello che sono. Anche la maggior parte dei gruppi che seguo sono molto legati all’underground, magari riescono a uscirne per qualche periodo però è gente che viene dall’underground e magari ancora adesso ne fa parte. Americani intendo.

Quando fai della musica con delle logiche di mercato soprattutto per accontentare tanta gente va a finire che ricadi sempre nello stesso tipo di, anche, arrangiamenti, mixaggi, strutture. La musica commerciale alla fine si somiglia un po’ tutta, anche se magari di generi differenti.

È un appiattimento, mentre nell’underground c’è la possibilità di fare quello che si vuole.

A me dà l’idea che la roba che piace a tanti fa schifo, non riesco a capire questa cosa. Dovrebbe essere il contrario, se piace a tanti dovrebbe essere bellissimo. Oppure sono io che ho dei gusti di m*rda, questo me lo sono chiesto spesso. È da presuntuoso pensare che sia la massa ad avere gusti di m*rda.

Il discorso secondo me è che una cosa per piacere a tanti deve essere molto semplice, comprensibile. Se quello che fai ha dei riferimenti di nicchia, molto complessi alla gente non arriva.

A te piace John Coltrane, tu parli di ColtraneNon lo possono asoltare tutti.

Beh, Coltrane è comunque uno che ha venduto tantissimi dischi, però in America dove c’è una cultura diversa.

Sicuramente anche andando a far ascoltare i tuoi dischi in America il risultato sarebbe diverso

Effettivamente la musica commerciale non è che piaccia a tutti, semplicemente non dà fastidio a nessuno. La regola per passare in radio è non dare fastidio, anziché appassionare qualcuno. Uno accende la radio nonvuole sentire parolacce, non so. Io comunque non l’ascolto, ho ascoltato solo One Two, One Two quando la facevano Albertino e Neffa e basta, poco altro.

Il concept di Mercato Nero, anche dal punto di vista grafico e artistico, da dove nasce?

È stato realizzato un quadro da Mister Riga che è un pittore e writer. Quel quadro, un mio ritratto, non volevo utilizzarlo da solo per la copertina, così l’ho messo assieme ad altri quadri e statue, un po’ buttati a terra, messi così, per rappresentare appunto il Mercato Nero.

Cover album Nex Cassel "Mercato Nero"

È un po’ un parallelismo con la musica, l’ambiente underground. Cose che hanno un valore, sia artistico che economico.

Nel mercato nero dell’arte puoi trovare anche cose veramente costose, o comunque preziose a livello artistico. Magari abbandonate un po’ a sé stesse, in uno scantinato, vendute sottobanco.

Mi sembra la mia situazione nella discografia. In più avendo tanti ospiti è come se avessi un campionario di tanti artisti, un mio mercato nero.

Esce indipendente infatti, solo distribuito da Believe. Ho realizzato tutto io, Mix, Master, foto della copertina.

Spero di non aver fatto cazzate col master…

A me suonava bene anche da telefono.

Sono stato violentissimo, ho fatto il master proprio da animale, perché quando ho masterizzato Cipriani e Sardinia Assassins li ho fatti come volevo, però non volevo entrare nella Loudness War, suonare alto per forza. Un meccanismo che ti porta anche a rovinare il sound, a spingerli oltre a quello che volevo. Però poi ascoltando da Spotify li sentivo sempre un po’ bassi, allora in questo ho spinto, forse ho esagerato.

Beh, con i primi singoli sei soddisfatto?

Sì dai, ieri l’ho ascoltato dalla macchina di Er Costa che ha un bell’impianto e insomma…

Potrebbe interessarti: Cosa fa un tecnico del suono?

Quali sono stati i riferimenti che hai preso per le produzioni? Considerati anche i campioni inseriti

È una cosa che mi piace fare, l’avrei fatto anche di più ma non volevo esagerare. In ogni caso l’ho fatto anche in passato e continuerò sempre a farlo è cercare delle frasi fighe di rap italiano e utilizzarle.

In questo caso c’è una frase di DJ Lugi, che crea un bridge, un ritornello creato da una frase di Primo e poi c’è Gionni Gioielli che fa una citazione da un disco di Lou X, c’è un’intro molto simile che abbiamo palesemente citato.

L’hip hop deve essere anche questo, è una cultura e va trasmessa. Il campionamento è la maniera giusta per farlo. Come stile musicale invece i produttori a cui mi ispiro sono tipo Dj Max, Wu Tang, Daringer dei Griselda, The Alchemist, RZA.

Un plauso per aver pubblicato Tristemente Noto 2, aver mantenuto la promessa fatta nella nostra videointervista.

Sicuramente ora pubblicherò anche Dio Comanda, che è stato per molto tempo fuori dalle piattaforme e se riesco anche Tristemente Noto 3.

Hai già in programma dei Live?

Sicuramente il 29 ottobre a Milano. Ci sarò io e ci saranno parecchi ospiti: Nerone, Warez, Armani Doc, Rollz Royce, Noyz Narcos, Gionni Gioielli e vediamo chi altro. Cercheremo di avere tutti gli ospiti del disco ed anche altri.

A Milano di solito è un po’ più facile organizzare queste cose, sarà una bella data.

Conclusioni

Apparentemente antagonista della discografia (musicalmente) è in realtà in pace con tutti. Un generale che dà guerra con barre e campionatore. Come già detto, Nex Cassel è un artista unico in Italia, capace di creare ponti tra passato, presente e futuro della musica Rap in Italia, con un grosso sguardo alla cultura Hip-Hop in America ma dando sempre ai propri lavori un taglio personale.

Mercato Nero è il suo diamante grezzo.

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