Fabri Fibra come Pirlo: un nuovo tradimento?

Dopo ben 15 anni Fabri Fibra scioglie il suo vincolo con Universal e passa a Sony. Ricorda molto Pirlo dal Milan alla Juventus. Nuovo tradimento? La parola ai posteri.

Fabri Fibra firma con Sony. Si interrompe così il sodalizio con Universal, un’intesa di 15 lunghi anni nei quali tanto è successo, tante cose sono cambiate. Forse lui per primo. Un passaggio importante che ricorda molto quello di Andrea Pirlo dal Milan alla Juventus, non trovi?

Fabri Fibra passa da Universal a Sony come Andrea Pirlo dal Milan alla Juventus

Messi a confronto spiccano anche altri punti in comune, dalla precisione geometrica al flow imprevedibile (flusso di gioco, calcisticamente parlando), dalla capacità di gestire grandi situazioni e palcoscenici a quella dell’improvvisazione (Fibra se la cava bene anche nel freestyle), fino a quel guizzo geniale del fuoriclasse autentico.

Siamo davanti ad un nuovo tradimento per Fabri Fibra? Forse sì, forse no, forse si è si è rotto qualcosa o forse, come scrivo in apertura, qualcosa è cambiato e il rapper di Senigallia non rientra più nel progetto tecnico di Universal, come è stato per Andrea Pirlo qualche anno fa. Parliamone.

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Il primo Tradimento

Corre l’anno 2006 e dobbiamo tutti rendere grazie a Fabrizio Tarducci perché è lui e solo lui, in mezzo al niente, ad avere successo con il Rap in Italia, a riportare questo genere musicale al grande pubblico. 

È il (primo) Tradimento, quel punto di rottura che dà il via ad una nuova era e, negli anni successivi, porta alla luce altri rapper italiani e firmare con Universal o, comunque, un’etichetta major anche solo per la distribuzione: penso a Gué Pequeno, Jake La Furia, Marracash, Noyz Narcos ed altri ancora.

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Da MySpace a Spotify

Ancora in tempi non sospetti, ricordo un Fabri Fibra su MySpace, quando non esisteva Spotify a dopare i numeri e – permettimi lo sfogo – distorcere la realtà dei veri risultati. Grandi sono i cambiamenti portati dallo streaming nella musica e nel rap italiano appunto, ora basta poco per esplodere, basta un singolo, nemmeno più un disco. E il disco è più una playlist che un album, ma questa è un’altra storia.

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Un passo indietro?

In tempi più recenti la figura del maestro Tarducci mi porta ad alcune riflessioni che voglio sottoporre anche a te. Il greatest hits è un momento che vuole celebrare l’artista e in questo caso anche il suo blasone, il ruolo di primaria importanza rivestito negli anni per il rap italiano e la sua esposizione, non solo i suoi brani e singoli di maggiore successo in carriera. Eppure con 2002-2020 Fabri Fibra passa quasi inosservato.

E questo succede al netto di partecipazioni inedite e rinvigorenti come quelle di Side, Rkomi, Ernia o Franco126 con il quale confeziona Come Mai, il singolo di lancio del suo best of. Insomma, è un Fibra maturo ma in continuo scorrere. Tuttavia, sembra che la fiamma si spenga nel breve termine. Manca qualcosa, forse?

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Il tocco di Fibra

Ancora sul fronte Universal il rapper di Senigallia elargisce un cospicuo numero di featuring che a me, personalmente, continuano a non convincere del tutto. Le uscite di Fabri Fibra in questo senso sono davvero molte: con Massimo Pericolo nel Machete Mixtape 4 di Salmo e soci, tha Supreme, Vegas Jones, Lazza, Ketama126, Enzo Dong e tanti altri, senza citarli nemmeno tutti.

Buongiorno esclusività. Un numero incalcolato di strofe nelle quali mi perdo ma non in senso positivo. Mi disorienta, non trovo più quel tocco di Fibra che rende unica e brillante la strofa. Il guizzo geniale del fuoriclasse, per riallacciarmi al parallelo con Andrea Pirlo, sembra essere svanito. 

Da un punto di vista prettamente tecnico e lirico non ricordo nemmeno barre così memorabili come un tempo, quando addirittura non appariva nei videoclip di singoli che non appartenessero a sui soli progetti ufficiali. Ecco, quando parlo di esclusività di Fabri Fibra intendo proprio questo.

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Un nuovo inizio?

La firma con Sony fa pensare ad un nuovo inizio per Fabri Fibra e, dunque, un nuovo album per noi aficionados che attendiamo il seguito di Fenomeno, disco che segna quantomeno la sua più piena maturità. Non so se sarà davvero così ma spero in un nuovo inizio, un nuovo tradimento, una corposa ripresa di Fibroga, per me sotto tono da un po’ di tempo a questa parte.

Non voglio approfondire il perché di un cambiamento così importante come il passaggio da Universal a Sony, credo che per noi ascoltatori e amanti del rap sia una notizia che conta poco. Conta invece che Fabri Fibra abbia nuovi stimoli e possa darci ancora musica di livello, come lui sa fare.

Nano sardo col vizio di scrivere. Padre di Boh Magazine, fondatore di Beat Torrent, vecchio brontolone. Lavoro come WordPress Developer e mi occupo di scrittura online. Rimo da quando si spammava su MySpace.