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Interviste

Camilla Magli: la crescita artistica sta nell’essere consapevoli

In occasione dell'uscita del suo primo EP "Club Blu" ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchiere con Camilla Magli. Abbiamo spaziato dal suo trasferimento a Milano e il tema della solitudine, fino all'esigenza espressiva tipica dell'artista e al suo anelare costante al miglioramento di sé e all'esplorazione dell'io.

Camilla Magli: la crescita artistica sta nell’essere consapevoli

Il 30 Settembre 2022 Camilla Magli ha pubblicato il suo primo EP dal titolo Club Blu. Abbiamo colto l’occasione per fare una bella chiacchierata con Camilla e approfondire la stesura di questo progetto, che aveva in tasca da un bel po’ di tempo, ma anche per scoprire lati più intimi e nascosti dell’artista.

Con una consapevolezza di sé degna di nota e una capacità di esprimere emozioni e pensieri intricati e tortuosi in una maniera così limpida e lineare, Camilla ha colpito la mia attenzione e scaturito ancora più curiosità nel conoscere a fondo l’animo artistico che traspare dalle sue canzoni solo in minima parte.

Quindi, mettiti comodo e goditi questa intervista che potrebbe toccare la tua parte più emotiva ed empatica. Buona lettura.

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Ciao Camilla, come stai? Come ti senti dopo l’uscita di Club Blu?

Sono molto felice innanzitutto, poi c’è anche un’altra parte che è quella in cui i giorni successivi ti chiedi “Riuscirò ancora a scrivere?” perché vuoi scrivere altre cose, migliorarti e quindi inizi già a pensare al futuro, almeno per me è così. Sto già iniziando a scrivere altre canzoni, ma lo prendo anche come un primo punto per iniziare poi un percorso ancora più intenso spero. Non mi fermo mai.

Come (e quando) nasce questo progetto e quali aspetti di te rappresenta? 

Questo progetto è nato circa due anni fa, in realtà prima è nata una consapevolezza mia personale di voler crescere artisticamente e quindi nel momento in cui ho iniziato a capire delle cose in più di me, a mettermi più in gioco e a scoprire delle ferite. Di conseguenza poi sono nate anche le canzoni perché il mio canale di espressione sono le canzoni, i testi. 

Per questo esce il mio lato malinconico e introspettivo però anche con tanta voglia di andare oltre questa cosa qui, fuggire e trovare un’alternativa, rompere il mio cuscino e trovare me stessa. Rappresenta la mia voglia di crescere. 

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Alla giovanissima età di 17 anni ti sei trasferita dal tuo piccolo paese in Puglia Carovigno a Milano. Qual è stata la matrice principale di questa decisione? Come hai vissuto il trasferimento, e a posteriori cosa ti ha dato Milano?

La cosa che mi ha offerto questa città è stata la solitudine inizialmente, che però è stato un punto di incontro con me stessa. Stando a casa mia (tra famiglia e amici) era anche per quello che non riuscivo veramente a capire chi ero, perché ero invasa da tanti pensieri e quindi a Milano ho avuto un primo rapporto con la solitudine e di conoscenza profonda di me stessa, cosa che rincorro e desidero sempre, anche adesso. 

Quindi è stato il mio primo approccio alla solitudine, quella vera. A 17 anni ero da sola in mezzo a gente sconosciuta ma per me era bello, non era una cosa che mi spaventata. Ero tranquilla e contenta. 

Mi piace la solitudine, è una cosa di cui sento fortemente il bisogno. È quando sono sola che capisco delle cose, faccio le mie considerazioni. Poi quando sono con i miei amici le condivido e quella è una felicità per me perché ho occasione di imparare e ti senti capita, quindi diciamo che mi muovo in entrambi i casi, ora più facilmente di prima.

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Hai raccontato che il primo pezzo che hai pubblicato su instagram era dedicato a Luigi Tenco. Come mai la sua figura è divenuto tuo punto di riferimento e ispirazione? Quali aspetti pensi ti possano legare a lui?

Allora.. io ho iniziato a scrivere quando ho iniziato ad ascoltare Luigi Tenco, mi sono informata molto su di lui e sulla sua storia, ho empatizzato molto – mi piace andare a scoprire i mondi degli altri. Questo era un mondo oscuro che mi affascinava, non ne so il perché.

Molte volte non decidiamo quali sono le cose a cui noi ci leghiamo, quindi ero rimasta molto segnata dal fatto che lui si fosse suicidato e dietro c’è tutto questo mistero. Questa mia canzone parlava del suo suicidio e io dicevo appunto “Descrivimi il mondo che hai sempre sognato, quando l’hai trovato ti ha deluso?” che era legato al fatto che si fosse suicidato. Io avevo 19 anni quando ho scritto sto pezzo e non so neanche perché mi facevo delle domande esistenziali così grandi a quell’età. È un mio modo di empatizzare, lui mi ha aperto delle porte quindi sono andata a fondo della sua vita, della sua storia e ho scritto quel pezzo. 

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Il pezzo Il fumo uccide presenta tra gli autori anche Mahmood con il quale hai condiviso l’esperienza degli studi musicali a Milano. Che cosa vi ha legati fin da subito? Pensi che in futuro collaborerete nuovamente, magari in un featuring? 

Alessandro è stato il mio primo amico a Milano, ma nella vita in generale. Io venivo dalla Puglia delusa dalle persone perché il contesto del paesino non l’avevo mai vissuto troppo bene. Quando sono arrivata a Milano la prima persona che ho conosciuto è stato lui e anche la prima persona che mi ha ascoltata, accettata.. non è stata una scelta, negli anni ci siamo sempre stati vicini. Abbiamo iniziato a fare tante cose insieme, abbiamo iniziato a scrivere insieme e poi chiaramente lui ha fatto un grande percorso che per me è stato illuminante

Quindi questo pezzo è stato anche un po’ un incontro tra le nostre scritture. Non era mai capitato prima, è nato molto naturalmente, eravamo in Sardegna e abbiamo iniziato a scrivere questo pezzo che conferma il fatto che lui mi spinge sempre a tirare fuori quello che ho dentro. Io non avrei mai parlato dell’incidente, lui mi ha spronato molto in quel caso. 

La cosa dell’incidente l’ho affrontata concependola un po’ come una metafora. Il mio modo di vivere situazioni e persone è come uno schianto perché vado sempre incontro alle cose, alla vita, anche se fa male e mi faccio male. Quindi l’ho utilizzato come metafora, mi è venuto in mente il forte sentimento che ho provato a 14 anni e l’ho riprovato poi a 26 anni, quindi l’ho scritto perché mi ricordava proprio quella sensazione di andare incontro alle cose di petto senza preoccuparsi di quello che succede. 

Pensi che avrete occasione di collaborare ancora in futuro?

Penso di sì, sono cose che vengono da sole, ovviamente mi piacerebbe molto. 

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In Club Blu i nomi che hai coinvolto sono Bresh e BigMama, che sono due artisti molto differenti. Ci racconti com’è nata la collaborazione con loro? 

Sicuramente sì sono artisti diversi, come diversi sono gli ascolti a cui mi ispiro. BigMama mi ha subito colpita con il suo modo sfacciato di dire le cose, molto vera e l’ho apprezzata fin dal primo ascolto. Quindi avendola apprezzata, quando apprezzi una cosa ci vai incontro, io vado sempre incontro alle cose. Avevo questo pezzo in cantiere e ho pensato potesse piacerle perché rientrava negli stessi ambiti di argomento e parole che usa lei, infatti gliel’ho mandato e poi ci siamo conosciute in studio e abbiamo realizzato Knock Out.

Stessa cosa con Bresh che non conoscevo però, l’ho ascoltato su Spotify e mi piaceva tantissimo Andrea. Mi aveva colpita tantissimo e poi uscito il disco anche lui mi ha trasmesso una sensazione di verità e ho veramente ascoltato quel disco per giorni, tutti i pezzi mi piacevano tantissimo, quindi gli ho scritto su instagram e abbiamo realizzato il brano Kanye West.

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Nel pezzo Ore invece hai coinvolto Franco126 lato scrittura. Come mai la scelta è ricaduta sulla sua penna? Ritieni che siate sulla stessa linea d’onda per quanto riguarda aspetti come liriche, sensibilità e profondità dei testi? 

Con Franco126 ci siamo conosciuti proprio per questo pezzo. Era stato contattato dalla mia discografica, poi ci siamo sentiti direttamente su instagram e ci siamo incontrati. Lui mi ha scritto questa canzone dicendomi “guarda io ho scritto questo pezzo, voglio darti questo pezzo”.

Poi è arrivata la pandemia quindi questo pezzo lo abbiamo in cantiere da un po’. Nel frattempo poi siamo diventati amici, lui è una persona che mi ha aiutata molto in questa ricerca, è un cantautore che stimo tantissimo e questo pezzo è stato un modo per incontrarsi su vari aspetti in generale. Poi le canzoni contribuiscono anche a dare un senso al rapporto umano

Io ho provato altre volte a cantare canzoni scritte da altri e non ce l’ho mai fatta, mai. Quando mi è arrivato il pezzo ho detto “wow, questo sta proprio parlando di me” e non ci eravamo mai visti, non ci conoscevamo neanche eppure sembrava l’avessi scritta io, mi ci ritrovavo moltissimo in quelle parole.

Qual è il tuo processo creativo quando scrivi una canzone?

Principalmente io parto sempre dai testi, ho tanti testi scritti. Durante le giornate mi appunto pensieri che mi vengono in mente e scrivo molto. Quindi principalmente ho dei testi pronti. Molto spesso mi metto a casa con il pianoforte, faccio degli accordi e penso a delle melodie.

Sicuramente do molta importanza al testo quindi nasce prima quello, poi a volte nasce prima la melodia ma comunque ho già prima dei testi su cui posso lavorare. 

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Con Club Blu è partito a tutti gli effetti il tuo viaggio musicale, almeno in maniera ufficiale. Dove vuole arrivare Camilla Magli e qual è il suo sogno più grande che vuoi realizzare grazie alla tua arte?

Il mio obiettivo è crescere. Questo EP è quello che sono riuscita a fare in questi due anni.

Ora in che modo mi metterò in gioco nuovamente? In che modo mi esprimerò? Il mio obiettivo è accelerare questa roba qui, migliorare la scrittura, avere libertà di espressione maggiore.

L’unico obiettivo che ho è scrivere belle canzoni, quella è la cosa più importante. Se scrivi belle canzoni in cui ti rivedi poi ti esprimi anche con gli altri in maniera diversa, è tutta una ruota quindi semplicemente l’obiettivo è scrivere.

Magari un altro obiettivo è imparare a suonare meglio la chitarra.

Per migliorare nella scrittura pensi ci sia un processo specifico da seguire? Cosa fare nel concreto?

Allora penso che ognuno abbia il suo metodo. Io di base leggo tanto, guardo tanti film cerco di tenere allenato il cervello alla percezione delle cose e delle emozioni quindi naturalmente poi si crea. E per migliorare bisogna fare una cosa tante volte, non fermarsi mai.

Prima passavo mesi senza scrivere aspettando l’ispirazione, ora invece ho capito che l’ispirazione è anche una cosa che devi tenere allenata. Io lo faccio leggendo, ascoltando musica e anche guardando al di fuori della musica. Essere attivi e non buttarsi giù, perché la pigrizia ti ammazza. Dipende tutto dalla nostra capacità di saper prendere e poi saper tirare fuori.

Da pochi giorni è uscito anche il nuovo brano di Anzj intitolato Tu sai tutto nel quale ci sei anche tu. Vuoi raccontarci com’è nata questa collaborazione?

Quando Anzj mi ha mandato questo pezzo già dopo il primo ascolto mi girava in testa. Ho subito pensato all’idea della strofa e il testo mi ha riportato a delle sensazioni che mi appartenevano.

È stato un processo molto naturale e veloce.

Per concludere: Cosa pensi dell’associazione solitudine-artista?

Io non riesco ad avere un quadro generale perché ognuno ha il suo modo di stare al mondo in questo contesto. Per me è fondamentale la solitudine, anche quando sto a una festa a un certo punto ho bisogno di andare a casa, stare sola, ascoltare il silenzio..è fondamentale per me quindi penso che sì, la maggior parte delle persone che fa sta musica ha bisogno di solitudine perché è un momento di raccoglimento. Poi magari c’è qualcuno che odia stare da solo, ma per me sì è molto importante.

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Conclusioni

Mi è capitato di rado di conoscere artisti con una autoconsapevolezza così profonda e al contempo una capacità così spiccata di farti entrare nella loro testa e nelle loro emozioni. Camilla Magli ha già vissuto più di tanti giovani 27enni e proprio per questo, probabilmente, il suo sguardo sul mondo si posa con una maturità che trasmette leggerezza, serenità e accoglienza di quanto la vita ti offre e forza nell’andarle incontro.

Musicalmente è un’artista che, oltre alla sua dote di voce incredibile, calda e forte, ha in sé quel perfetto mix tra studio metodico e teorico e tanta passione e voglia di migliorarsi, di scoprire e sperimentare e la determinazione di combattere la pigrizia e la negatività che sono, ahimè, lati innati nella natura umana.

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